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Benito Patitucci

Benito Patitucci celebrato dalla sua Cosenza

Linotipista di fama e scrittore, a quasi 80 anni non ha nessuna voglia di smettere ed è stato onorato dalla Commissione Cultura del Comune

Benito PatitucciQuella di Benito Patitucci, cosentino di Lattarico, è la storia di un uomo partito dal basso e che con la sola forza di volontà unita alla voglia di studiare e mettersi sempre in gioco è diventato un vero maestro nella linotipia ma anche più in generale della letteratura, le sue due grandi passioni.
Ecco perché la Commissione Cultura del Comune di Cosenza lo ha voluto celebrare pubblicamente con un’affollatissima cerimonia nella ‘Sala Quintieri’ del Teatro Rendano alla quale Patitucci ha partecipato con tutta la sua famiglia, accolto dal Presidente della Commissione, Claudio Nigro insieme al consigliere relatore Mimmo Frammartino che ha ricostruito il percorso e l’attività professionale di un vero artista. E durante l’incontro, oltre al consigliere comunale Francesco Perri sono intervenuti anche lo storico e scrittore Coriolano Martirano, gli scrittori Vincenzo Napolillo e Anna Laura Cittadino, lo storico Stefano Vecchione e il poeta Angelo Canino
Benito Patitucci ha cominciato a pubblicare i primi libri a 18 anni e oggi che ne ha quasi 80 sta per dare alle stampe la sua 36esima creatura. Tra i più importanti ricordiamo ‘Non c’è nessuno per Betty’, per il quale ha anche vinto il primo premio ad un concorso letterario del 1961. Poi il trasferimento per lavoro a Milano, ma anche il ritorno a casa per il forte richiamo della sua terra, a far crescere la linotipia da lui fondata e lasciata soltanto nel 1995, comunque in buone mani, quando si è ritirato dal lavoro. Patitucci spazia dai romanzi alle fiabe, ai libri dedicati alla sua arte e alla sua città, veri omaggi come ‘Due fiumi, sette colli, una città’, sulla Cosenza che aveva voglia di rinascere dopo la II Guerra Mondiale oppure ‘Dal graffito al sistema digitale’, nel quale ha raccolto l’elenco delle tipografie cosentine dal 1478 al 2000.
Nel 1992 è stato nominato socio corrispondente dell’Accademia cosentina e nel 2006 ne è diventato socio ordinario.

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