Contestati i reati di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio. Per la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro: un “sistema” ultradecennale

Tra i soggetti raggiunti dall’ordinanza di custodia ci sarebbero anche Sandro Principe, ex sindaco di Rende, Sottosegretatio al Lavoro e Consigliere Regionale della Calabria, Umberto Bernaudo, anche lui ex sindaco di Rende, e Pietro Paolo Ruffolo, ex assessore di Rende.
Alle persone fermate sono stati contestati, a vario titolo, i reati di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione e voto di scambio.
Proprio Principe, negli anni Novanta, era già stato inquisito e poi prosciolto dall’accusa di voto di scambio, nell’ambito di una inchiesta che era stata condotta dalla procura di Palmi.
A condurre le indagini, la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, che ha potuto delineare un “intreccio” politico-mafioso finalizzato al voto di scambio che avrebbe permesso ai candidati di riuscire ad avere un posto nelle varie tornate elettorali a Rende dal 1999 al 2011 (ma anche nel consiglio Provinciale di Cosenza relativo all’anno 2009 e nel Consiglio Regionale della Calabria dell’anno successivo), grazie all’appoggio di esponenti della cosca Lanzino-Ruà.
Un sistema ultradecennale, insomma, quello che sarebbe stato delineato dalle indagini della DDA e che avrebbe visto al centro degli interessi proprio l’amministrazione comunale di Rende.
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