La Commissione Antimafia ha approvato regole più stringenti per escludere dalle liste chi sia coinvolto in reati gravi. Dovrebbe essere subito attuato nelle Comunali di Reggio Calabria e nelle Regionali calabresi

Il prossimo passaggio dovrebbe essere quello di trasformarlo in un disegno di legge per integrare la Leffe Severino, ma intanto è un buon punto da cui cominciare.
Il Codice etico è stato ampliato inserendo una serie di reati prima non presi in considerazione, come quelli contro la pubblica amministrazione e prevede anche un invito a non candidarsi al momento del rinvio a giudizio a differenza della legge Severino che parla di condanna.
Inoltre sancisce l’incandidabilità per almeno una tornata elettorale di coloro che siano stati sindaci in comuni sciolti per mafia e prevede che questa autoregolamentazione valga per partiti, ma anche movimenti, liste per la designazione dei candidati alle elezioni europee, politiche, regionali, comunali e circoscrizionali, oltre che per i candidati sindaci delle città metropolitane e i presidenti delle Regioni e delle Unioni delle Province.
Come ha spiegato la Bindi “la Commissione effettuerà un monitoraggio per verificare la rispondenza della composizione delle liste elettorali alle prescrizioni del codice nei confronti di chi vi aderisce”.
E a ribadire il concetto sono arrivate le parole di Claudio Fava, vicepresidente della Commissione Antimafia: “La novità assoluta è che la Commissione si impegna a vigilare concretamente sulle liste elettorali per segnalare all’opinione pubblica quei candidati e quei partiti che violeranno il codice da loro sottoscritto.
Un primo banco di prova saranno le elezioni a Reggio Calabria, comune sciolto per mafia, ma ancora fortemente sottoposto al ricatto della ‘ndrangheta”.
Ecco perché il deputato e segretario del Pd in Calabria, Ernesto Magorno, ha subito rivolto un appello: “Chiedo ai rappresentanti calabresi del mio partito che questo Codice venga tenuto in alta considerazione nella formazione delle liste. Dobbiamo dare un segnale ai cittadini e alla politica che deve fare attenzione alla formazione delle future classi dirigenti”.
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