CosenzaPost.it ha intervistato il noto giornalista sportivo originario di Reggio Calabria sul derby tra Reggina e Cosenza. Ma c’è stato spazio anche per aneddoti considerazioni e momenti di commozione nel ricordare Carmelo Imbriani.
Proseguono le interviste ad esperti di calcio di CosenzaPost.it in vista dei match di Lega Pro dei lupi. Dopo quella realizzata a Gianluca Di Marzio in occasione di Cosenza Catanzaro, è la volta di Alfredo Pedullà. Giornalista e opinionista di varie trasmissioni televisive sportive, principalmente su SportItalia, nonché grande esperto di calciomercato, Pedullà ha rilasciato un’intervista esclusiva sulla partita di domenica al “Granillo” tra Reggina e Cosenza, spunto da cui è partito per raccontare la sua adolescenza a Reggio Calabria, e tutte le vicissitudini della squadra amaranto.

“Ho seguito tanto la Reggina, la mia passione deriva da quella della buon anima di mio padre: la promozione storica del 1999 in Serie A, lo spareggio di Pescara contro la Cremonese dieci anni prima, che fu uno dei miei primi servizi, ma ho seguito anche il Cosenza. Ho tanti ricordi. Dei rossoblu ho vissuto gli anni d’oro, ricordo Gigi Marulla ma non solo, Zunico, Marco Negri. Ricordo particolarmente la stagione del meno nove quando conobbi Zaccheroni, fu un’annata incredibile, nonostante la penalizzazione riuscì comunque a salvarsi con largo anticipo“.
Pedullà poi parla del campionato di Lega Pro: “Quest’anno mi affascina tanto la Lega Pro, mi ricorda la Serie C degli anni ’80, le rivalità storiche, è un campionato con squadre blasonate come Lecce e Benevento. Non mi piace però lo spezzatino, sono abituato al calcio di una volta, gli orari di oggi mi sembrano troppo esagerati“. Pedullà ritorna sul derby: “Spero in una bella cornice di pubblico come quella dei diecimila di Cosenza di domenica scorsa, deve esserci campanilismo sanguigno in campo, ma tanta correttezza fuori“.

Al termine dell’intervista momenti di commozione per il giornalista calabrese nel ricordare il suo grande amico Carmelo Imbriani ex calciatore con trascorsi nel Cosenza scomparso prematuramente qualche mese fa: “Era molto più di un amico, ho vissuto i suoi momenti drammatici, ricordo le telefonate di quando lui era in Umbria e mi parlava di febbre alta e non riusciva a capirne i motivi, successivamente mi spiegò i motivi. Il nostro rapporto – prosegue – andava al di là del calcio, non ho voluto dare rilevanza mediatica perché queste cose non mi piacciono, era un ragazzo speciale pieno di valori, ho un ricordo fantastico. La sera della sua scomparsa io lo appresi in diretta televisiva, e anche se ero preparato alla notizia, fu comunque una brutta sensazione“.
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