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Al valzer delle grandi potenze

“Resistere significa semplicemente tirare fuori i coglioni, e meno sono le chance più dolce è la vittoria”. Charles Bukowski

Dunque vediamo, dove eravamo rimasti? Grande vittoria casalinga contro il Matera e completamento dell’opera in terra lucana con un pareggio che vale il passaggio del turno a margine di una prestazione da grande squadra che sa quello che vuole e riesce a raggiungere l’obiettivo con forte determinazione. Il tutto sublimato dall’apporto costante di una tifoseria eccezionale che in questo doppio confronto ha spinto i giocatori rossoblù al successo: una bolgia era il “Marulla” nella gara di andata, una torcida infuocata era il settore ospiti dell’impianto materano nella partita di ritorno grazie al tifo incessante degli ultras e di tanti altri tifosi che da sempre seguono ovunque e comunque i lupi. Sembra che per questi playoff si sia ricostituito il connubium vincente tra squadra e tifoseria. Ed il risultato è di quelli seri ed esaltanti: il Cosenza Calcio è tra le migliori otto squadre della Lega Pro e si appresta ad affrontare l’insidioso Pordenone nella duplice sfida valevole per i quarti di finale.

Anche se la gara contro i “ramarri” non sarà per nulla facile (e di questo vi è piena consapevolezza da parte dell’ambiente tutto), inevitabilmente lo sguardo dei sostenitori rossoblù non poteva non essere volto anche al tabellone finale determinato mediante sorteggi all’indomani della qualificazione del Cosenza. Osservando proprio questo tabellone, emergono una serie di dati. In primis, la situazione che maggiormente dispensa orgoglio e felicità al popolo rossoblù si traduce nel vedere i lupi tra le prime otto in mezzo a grandissime ed evocative piazze come Parma, Lecce, Alessandria, Livorno, Reggiana, Lucchese e Pordenone. In secundis, emerge vistosamente quanto sia difficile il cammino per la strafavorita Parma, rispetto alla quale il destino ha costituito a suo carico una serie di fatiche insormontabili per arrivare alla final four che si giocherà tutta a Firenze. Basti pensare che dalla parte opposta del tabellone rispetto a quella in cui la “mano invisibile” ha collocato i ducali (ed i lupi), sono state collocate, in re ipsa e senza determinazione ex ante degli opportuni criteri di individuazione degli accoppiamenti successivi a quelli sorteggiati per i quarti di finale, le varie Alessandria, Lecce, Livorno e Reggiana e cioè tutte le squadre che sulla carta risultano meno attrezzate delle altre compagini che fanno parte del novero delle migliori otto.

Ovviamente, i piagnistei e la ricerca permanente di attenuanti li lasciamo volentieri ad altri attori che ne hanno fatto un modus vivendi. Come non citare a tal proposito le sportivissime e veritiere dichiarazioni dell’allenatore materano, lo special one, Auteri che, al fine di giustificare il mancato passaggio del turno della sua fortissima squadra, ha individuato quale causa del proprio insuccesso la confusionaria disposizione tattico-difensiva del Cosenza che, manco fosse stato schierato dal buon De Angelis col celebre 5-5-5 di Oronzo Canà, avrebbe rinunciato a mettere in campo una vera e propria “linea difensiva”, occupando in maniera “sparpagliata” la propria area di rigore e perciò rendendo di fatto impossibile per i direttori di gara operare delle corrette valutazioni sulle situazioni di fuorigioco.

Gaetano Auteri nel match d'andata al "S.Vito Marulla"
Gaetano Auteri nel match d’andata al “S.Vito Marulla”

Simili dichiarazioni costituiscono un unicum nel panorama calcistico internazionale e suscitano onestamente soltanto sorrisi, in quanto tutto può essere imputato al Cosenza salvo che giochi non ordinato in fase difensiva dal momento che quest’ultima da almeno tre anni rappresenta uno dei suoi massimi punti di forza. Sarebbe il caso di replicare allo special one Auteri: “Do you remember che l’impianto organizzativo di questo Cosenza è quello di mister Roselli? Capiamo tutti che un’eliminazione così è dura da digerire per uno specialista in promozioni come te. Tuttavia, dare i giusti meriti agli avversari rappresenta l’abc del calcio. Ma non temere, nessuno a Cosenza si è sentito offeso dalle tue improbabili dichiarazioni. Anzi, ci hai regalato delle risate salutari. Ricorda che potrai continuare a seguire i play off sugli appositi canali web. Con affetto e alla prossima”.

Tornando all’attualità, nella giornata di domenica si è assistito alla miracolosa salvezza del Catanzaro che ha condannato la sua “amica” Vibonese alla retrocessione in serie D ed all’altrettanto miracolosa (e meritata) salvezza del Crotone che ha mantenuto (anche grazie alla grande sportività del già retrocesso Palermo che ha battuto l’Empoli al “R.Barbera”) la massima serie ottenendo un risultato storico per la città pitagorica. Ad ora il Cosenza è l’unica squadra rimasta ancora in gioco per qualcosa. La tensione per il duplice impegno contro il Pordenone è altissima ma è altrettanto grande la voglia di sognare da parte del popolo rossoblù. Arrivati a questo punto della storia, dobbiamo tutti essere abili nel mantenere un certo equilibrio tra la fiducia e l’umiltà e nel pensare ad una partita per volta senza lasciarci andare a pericolosi voli pindarici. Siamo consapevoli che il Cosenza a pieno titolo può partecipare al valzer delle Grandi Potenze ma occorre essere disposti alla sofferenza. Noi siamo nati per soffrire nel bene e nel male ma questa è sempre stata la nostra forza. E allora…Cosenza dai, vogliamo vincere!

Federico Perri, libero pensatore.

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