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Ciao, il mio nome è…

“Amore aspettiamo un bambino!”…Se a questa notizia, il futuro padre è ancora presente a se stesso e non è stato colto da un malore, è da questo preciso momento che tutto ha inizio

massimo-troisiAncora prima che il figlio nasca,sono tante le cose a cui si pensa, ci sono ben nove lunghi mesi di gravidanza che danno il tempo per prepararsi all’evento, tante cose su cui fantasticare…ben nove lunghi mesi per sceglierne il nome.
Eppure nove mesi sono tanti, ma in molti casi evidentemente non bastano per riflettere bene sulla cosa e nomi improbabili escono fuori.
La scelta del nome è una tappa molto importante, molto di più di quello che si crede.
Il nome è l’essenza di una persona e come un’etichetta che porterà per tutta la sua vita, mentre i due genitori impiegano solo qualche mese per sceglierlo.

Il nome non può restare senza effetto su colui che lo porta e una scelta sbagliata una volta che il bambino avrà la capacità di intendere, potrà avere la sua influenza.
Alcune coppie cercando di essere originali, fanno scelte decisamente particolari, emulando anche le star dello spettacolo, sulla scia di una moda che non è un vestito che metti e poi togli, ma l’identità della persona che resterà sulla propria pelle.
Lupo, Leone, Nathan Falco , Delfina e poi magari senti in giro qualcuno chiamare il proprio cane mentre corre nel parco:”Giulio,qui!”

Penso al piccolo Lupo o alla piccola Delfina, i primi anni della scuola, i primi approcci con gli altri bambini e poi le scuole medie dove la presa in giro è quasi assicurata.
Ho personalmente ricordi ovviamente ormai sbiaditi, di “simpatiche”deformazioni del mio nome e ancora oggi quando mi presento in molti ne restano stupiti ed è da ispirazione per battute variopinte, proprio come variopinta è la pianta dell’Ortensia.

La legge italiana stabilisce alcune norme da rispettare nel momento in cui si impone il nome al proprio bambino.
Tra queste c’è l’obbligo di attribuire un nome che corrisponda al sesso del bambino,il divieto di dare nomi ridicoli, vergognosi o composti da più di tre elementi e di dare il nome di genitori viventi, dei fratelli e delle sorelle.
Va detto che nonostante queste norme, l’ufficiale dell’anagrafe è obbligato a registrare il nome richiesto dal genitore, segnalandone comunque l’incongruità rispetto alla legge.

Una ricerca condotta da un gruppo di studiosi Australiani Americani, dimostrerebbe come le persone con un nome semplice da pronunciare hanno più successo in campo lavorativo, riescono più facilmente a fare nuove amicizie e sono giudicate nel complesso più positivamente.
A prescindere da quanto dica la ricerca in questione,di certo vorrei concludere ricordando alle coppie che si accingono a mettere al mondo un figlio, di riflettere molto bene sulla scelta del nome, proprio come fa il grandissimo Massimo Troisi in uno dei sui film :”Ricomincio da tre”.
Le sue teorie sulla scelta sono uniche, ed hanno lasciato per sempre il segno di questo grande attore e della sua comicità riflessiva ed esilarante.

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