Banner Conad
Comune Cosenza Amministrative

Comune Cosenza, dopo la sfiducia infuria la polemica politica

Con le dimissioni di 17 consiglieri comunali, tra cui alcuni della maggioranza, l’esperienza dell’amministrazione Occhiuto si conclude in anticipo di tre mesi circa sul suo termine naturale. Scontro all’interno di Forza Italia e con il Pd

Comune CosenzaLe dimissioni di 17 Consiglieri comunali che, nel fine settimana, hanno decretato la sfiducia al sindaco Mario Occhiuto, hanno lasciato Cosenza in un clima di caos politico senza precedenti, a pochi mesi dalle elezioni amministrative.

Sono venute a galla in pieno le divisioni esistenti all’interno di Forza Italia in Calabria, portando lo scontro anche oltre i confini del capoluogo bruzio. La solidarietà espressa da Berlusconi al duo Occhiuto-Santelli (tramite il responsabile nazionale Gregorio Fontana che ha anche annunciato la sospensione di Luca ed Ennio Morrone – che è accusato, in sostanza, di essere la mente dell’intera operazione), infatti, potrebbe non essere sufficiente a placare gli animi tra gli azzurri.

L’ormai ex sindaco, ha già incassato l’appoggio non solo di Wanda Ferro (candidata per FI alle scorse regionali), ma anche dei consiglieri regionali Domenico Tallini e Giuseppe Mangialavori.
Il primo, in particolare, ha voluto chiarire che “Quello che è accaduto a Cosenza è un fatto di rilevanza nazionale. Cosenza non è una città qualunque, è il Capoluogo della più vasta provincia calabrese ed ha rappresentato, per lo spessore di molti suoi uomini politici, sempre un chiaro riferimento di democrazia. La brutalità, il cinismo, oserei dire la malvagità con cui Oliverio, Gentile e Morrone hanno disintegrato ben due Istituzioni – Comune e Provincia – sono degni dei peggiori regimi dittatoriali”.

Dall’altro lato, è un altro consigliere regionale, Nazzareno Salerno, a chiedere che ora si dimetta anche la Santelli: “La situazione deflagrata su Cosenza – spiega – è la conferma di una fallimentare gestione di Forza Italia a livello regionale caratterizzata da tensioni derivanti dall’incapacità di trovare equilibri e di svolgere un efficace ruolo di mediazione. Non solo è mancato un dialogo costruttivo, ma sono stati alimentati sospetti e incertezze in un contesto di anarchia nel partito”.

“Se a Cosenza, città della coordinatrice regionale, succede questo, è evidente l’assenza di una guida riconosciuta. Di più, viene certificata la mancanza assoluta di presenza sul territorio, di attività di partito, di corretta interazione. Chi è responsabile di questo sfascio deve assumersi le proprie responsabilità senza cercare espedienti e strategie di temporeggiamento: Jole Santelli deve rassegnare le sue dimissioni consentendo una reale riorganizzazione di un partito che ha la forza per rinascere e tornare ad essere un punto di riferimento per tutto l’elettorato di centrodestra e per quei cittadini che, pur non avendo una connotazione politica definita, non si riconoscono negli schemi e nei metodi della sinistra”.

Lo scontro, però, è accesissimo anche al di fuori dei confini di Forza Italia: proprio Jole Santelli, assieme al deputato Roberto Occhiuto (il fratello del sindaco decaduto) ha presentato un’interrogazione parlamentare al Governo richiamando le parole già usate dal sindaco nell’apprendere la notizia: parlano espressamente di “tentativi di ‘corruzione politica’” per poi chiarire quanto accaduto a Cosenza. “Incontri con blandizie, minacce e promesse di diverso tipo sono stati al centro di giornate convulse. Ad avvelenare il clima notizie di stampa che annunciavano indagini, avvio di Commissioni d’inchiesta, il tutto condito da un sapiente miscuglio di pseudo fughe di notizie, millanterie e presunte soffiate. Si è scritto anche di presunte notizie provenienti da organi di polizia giudiziaria o di magistrati, ed addirittura di ‘soffiate’ attribuite direttamente al ministro della Giustizia Andrea Orlando. Particolare attenzione deve essere posta al progetto ‘Metro leggera’, fortemente avversato dal sindaco e coacervo di rilevanti interessi economici regionali e locali. Occorre sottolineare, invece, che il Sindaco non ha ricevuto alcun avviso di garanzia, né dalla procura di Cosenza né da Catanzaro. E questo perché l’azione dell’amministrazione è sempre stata sempre improntata a criteri di legalità, sopratutto nei lavori pubblici dove in questi anni rispetto alle amministrazioni precedenti si è drasticamente ridotta la percentuale di affidamenti diretti e i lavori pubblici principali sono sempre stati attribuiti tramite una Commissione prefettizia. Al contrario al Sindaco è stata assegnata la protezione per le minacce ricevute dopo aver fatto emergere le irregolarità nel sistema delle cooperative sociali”. I parlamentari chiedono infine di sapere “se risultano vere le ‘rivelazioni’ del Ministro Orlando a suoi compagni di partito su indagini coperte da segreto e su presunti indagati” e “se si è proceduto contro fonti d’informazione che riportano notizie attribuibili o a semplici millanterie o a gravi fughe di notizie di atti segreti”.

Dal canto suo, però, anche il Pd ha annunciato un’interrogazione e ha giustificato lo scioglimento della giunta con la volontà di bloccare il crescente processo di degrado e degenerazione morale a cui si era arrivati nella città.

“Lo scioglimento del Consiglio comunale non è solo la risultante del fallimento politico – amministrativo dell’amministrazione Occhiuto ma è innanzitutto un’azione interruttiva di un progressivo e crescente processo di degrado e degenerazione morale – si legge in una nota dei deputati del Partito Democratico Aiello, Covello, Bruno Bossio e Magorno – Al Comune di Cosenza l’illegalità è stata, di fatto, eletta a norma”.

“Sono molteplici e numerosi gli indizi che connotano un contesto torbido e di intrecci politico-affaristici che caratterizzano l’azione amministrativa di Palazzo dei Bruzi – continuano i deputati del Pd – Lo scioglimento del Consiglio comunale non è solo la manifestazione di una volontà tesa a promuovere un progetto politico alternativo all’esperienza amministrativa guidata da Occhiuto ma è anche e soprattutto un atto di responsabilità finalizzata a tutelare l’istituzione comunale da possibili effetti devastanti conseguenti a numerose indagini che la magistratura ordinaria e la Direzione Distrettuale Antimafia, da come si evince dalla stampa, stanno conducendo”.

Nella serata di domenica, intanto, molti cittadini hanno voluto manifestare il loro sostegno al sindaco radunandosi in piazza dei Bruzi con cartelloni e cori.

Condividi questo contenuto