La Guardia di Finanza ha scoperto un giro di false documentazioni che hanno portato a riscuotere contributi pubblici per 8 milioni di euro

Gli accertamenti hanno permesso di scoprire un sistema che si basava sulla predisposizione di documentazione falsa tesa a creare costi inesistenti, in modo da ripianare i debiti riscuotendo i contributi pubblici senza averne diritto.
Come hanno spiegato i finanzieri anche il soggetto privato può rispondere di responsabilità per danno erariale in caso di indebite percezioni di pubbliche contribuzioni. “L’accertamento del danno erariale – si legge nel documento della Guardia di Finanza – ha quale finalità quella di addivenire al recupero del contributo illecitamente percepito e, quindi, di rifondere le casse dell’erario, così che i fondi pubblici possano essere destinati ad iniziative economiche effettivamente meritevoli e utili alla collettività, verso cioè soggetti che rispettano le regole e che subiscono una concorrenza sleale ed ingiusta”.
Ecco perché è scattata la denuncia del danno erariale alla Procura regionale della Corte dei Conti, per l’indebita concessione di contributi pubblici per quasi 8 milioni di euro e di conseguenza la segnalazione di tre soggetti ritenuti responsabili.
Vai al contenuto



