Il consiglio comunale di Cosenza, tenutosi ieri 11 gennaio 2016, ha posto il primo piano il mancato rispetto della Legge Delrio

Sfocia così l’argomentazione relativa alla mancata ottemperanza da parte dell’amministrazione cosentina. Maria Lucente ha introdotto l’argomento con un lapidario: “non pensavo di dover tornare su questo argomento” – e prosegue – dopo aver argomentato i miei precedenti interventi, non con critiche o attacchi politici al sindaco per la sua non applicazione della legge Delrio e per la sua tenacia resistenza alla censura del Tar, ma parlando della dimensione generale del tema parità e chiamando in causa i partiti, i politici, la loro latitanza sull’argomento. Ho sempre associato il concetto di parità a quello di democrazia, di legalità, di cultura, di rispetto, per tutte le diversità, nella logica di sollecitare questa Amministrazione ad una cultura dell’uguaglianza e dei diritti in generale. Questo è anche il tipo di approccio del PD, che attraverso i consiglieri del gruppo ha sollevato l’attenzione. Stasera però registriamo come sia mortificante che nemmeno una legge, sollecitata dalla Comunità europea, sia riuscita a convincere il Sindaco che si trattava non di sensibilità politica o personale, ma di necessità di rispettare una legge. Non amo ferire istituzioni e persone, ma le donne che l’hanno eletta non meritano questo atteggiamento. Senza strumentalizzazione dico che dovrà affrontare nella prossima tornata elettorale il tema della parità, e questo atteggiamento peserà moltissimo”.
Si associa al pensiero della Lucente, Marco Ambrogio il quale dichiara: “stasera ci troviamo di fronte ad una mortificazione della democrazia. Si dibatte su un tema che non doveva essere nemmeno dibattuto, trattandosi di una sentenza del Consiglio di stato che respinge il ricorso di Bozzo e Luciani. Vogliamo solo sentire le motivazioni del Sindaco, del quale oggi dobbiamo dire che non rispetta la legge, sapendo che ancor prima di quella legge il Sindaco avevo scelto di aprire la sua Giunta a una significativa presenza femminile. Nel caso il Sindaco non ottemperasse alla sentenza, già domattina saremo dal Prefetto a chiedere che intervenga.”
Ad intervenire a questo punto è il primo cittadino Mario Occhiuto: “Registro che Il livello di scontro è aumentato in città, c’è un imbarbarimento della vita civile. Non è un clima creato da questa maggioranza che si è sempre posta in posizione di ascolto, siamo stati vittime di questi atteggiamenti, ponendoci al di sopra delle appartenenze politiche. Quando si alimenta questo clima e si supportano alcune azioni, allora si è tutti responsabili. Questo è l’aspetto deteriore della politica, a Cosenza particolarmente forte rispetto ad altre realtà urbane. Questa Amministrazione ha già manifestato, prima ancora della legge, la sua apertura alla parità di genere, quindi non abbiamo nulla da dimostrare. E anche successivamente, si è sempre chiesto ai gruppi di riferimento di indicare una quota femminile nella rosa di assessori. Oggi c’è una sentenza notificata a fine novembre ed è giusto applicarla. Ma non si tratta soltanto di togliere una persona e metterne un’altra, è una situazione ben più complessa, che implica i progetti che si stanno realizzando, sto cercando una soluzione compatibile sia rispetto alla persona sia rispetto alle attività in essere. Nulla da eccepire dunque rispetto a quanto è stato detto ma innanzitutto il rispetto della dignità delle persone ed il rispetto dell’attività amministrativa”.
Il documento della maggioranza, letto dal consigliere di Forza Italia Carmelo Salerno, parte dalla medesima premessa ma “dà mandato al Sindaco di svolgere la necessaria attività di verifica, nei tempi ristretti ritenuti opportuni, per dare esecuzione alla sentenza con l’avvicendamento in giunta senza pregiudicare gli effetti positivi dell’azione posta in essere”.
Alla votazione, il documento registra il maggiore numero di consensi, con 13 voti a favore, l’astensione di Franco Perri (che ha espresso voto favorevole al documento della minoranza) e 9 voti contrari. Il Consiglio comunale, prima di essere aggiornato a nuova convocazione, ha preso atto della fuoriuscita di Michelangelo Spataro dalle Commissioni consiliari Controllo e garanzia, Trasporti e Ambiente.
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