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Cosenza, polemiche e tanti botta e risposta per la questione via Almirante

Era prevedibile che la decisione di Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza, di intitolare una strada a Giorgio Almirante avrebbe sollevato un bel polverone e scatenato un gran numero di polemiche.

Ma chi era Almirante? È bene ricordare cosa rappresentò in vita e quale influenza ebbe nel panorama politico dei suoi tempi, giusto per rinfrescare la memoria ai più giovani. Si contraddistinse per la spiccata personalità, non a caso il suo nome non passa inosservato nemmeno oggi a quasi 30 anni dalla sua scomparsa. Di professione giornalista, fece il corrispondente di guerra durante il secondo conflitto mondiale e fin dalla giovane età dimostrò la sua lealtà profonda nei confronti del Duce e del Partito Fascista. Non rinnegò mai la sua appartenenza, soprattutto negli anni a seguire quando divenne segretario del Movimento Sociale Italiano. Rimane negli annali l’antagonismo con il rivale Enrico Berlinguer, segretario del Partito Comunista Italiano. I due diedero vita per anni ad un dibattito politico molto acceso basato comunque su un profondo rispetto reciproco, testimoniato dalla presenza di Almirante alle esequie di Berlinguer. In molti riferirono che alla notizia della morte dello storico rivale il leader della destra scoppiò a piangere.

Giorgio Almirante
Giorgio Almirante

Le prime critiche alla scelta della giunta comunale capeggiata da Occhiuto sono arrivate dal gruppo del Pd che opera nel consiglio comunale, secondo cui “anche nella proposta di toponomastica la giunta Occhiuto dimostra una certa superficialità, quantomeno nell’accostamento di personalità che indicano messaggi diversi e addirittura contraddittori tra loro”. Il riferimento è alla proposta di intitolare un’altra strada a Gustav Brenner “appartenente ad una famiglia di ebrei austriaci sterminata dai nazisti”.

Ha fatto seguito poi la risposta di Gioventù Nazionale, movimento giovanile di Fratelli d’Italia, che oltre ad accogliere con entusiasmo la scelta del sindaco, ha definito “anacronistiche e fuori luogo le motivazioni addotte dai democratici”. Nella nota stampa si legge inoltre: “Il grado di civiltà di un popolo si misura anche dalla volontà di superare e leggere analiticamente la storia, senza ricadere nelle solite illogiche divisioni sessantottine”.

L’ultima parola, almeno per ora, l’ha espressa proprio il sindaco Mario Occhiuto, che, in risposta a chi lo ha accusato di voler fare della mera propaganda politica con questa decisione, è intervenuto in una discussione su Facebook nel gruppo pubblico “Il senso del tempo, il valore di in posto. Cosenza” per chiarire la sua posizione a riguardo: “Credo che sia il momento di superare finalmente ogni forma di intolleranza e di sterile contrapposizione ideologica. Abbiamo intitolato strade a personaggi illustri italiani e calabresi della sinistra e della destra. E abbiamo soprattutto ripristinato l’intitolazione di strade che erano state “clientelizzate” (dalla sinistra cosentina). Non vedo in tutto questo propaganda politica”.

Questo è il riassunto del batti e ribatti e della contrapposizione ideologica andata in scena in questi giorni tra le diverse fazioni. Di sicuro siamo ben lontani dal poter mettere la parola fine ad una vicenda che continuerà a fare discutere ancora per molto.

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