Selvaggia Lucarelli denuncia le “pecche” e il pressappochismo dell’immagine che avrebbe dovuto promuovere il turismo in Regione. Il Codacons si accoda e monta anche la polemica politica
Refusi, scarso senso estetico, un claim non proprio entusiasmante: la promozione turistica della Calabria fa acqua da tutte le parti. Parola di Selvaggia Lucarelli che, sulla sua pagina Facebook, si è scagliata contro il pressapochismo della foto promozionale finita sul catalogo della Ryanair che è distribuito a bordo dei vettori della compagnia low cost.

a) il titolo sia un mesto arial bianco che si vede malissimo e non è manco centrato.
b) velo pietoso sui puntini di sospensione in un titolo (con la minuscola dopo).
c) nella scritta in fondo “sistema aeroportuale” sia scritto “sistema aeroportualeR”.
Peracottari tutti. Chi ha incaricato dei peracottari, chi non ha visto gli errori dei peracottari e chi paga dei peracottari per lavorare con tutti i grafici/pubblicitari/copy bravi che fanno la fame.
L’altro Paradiso non è la Calabria. E’ il posto in cui per questa mediocrità non c’è spazio. (la Calabria è una regione bellissima, merita di più. Ribellatevi amici calabresi.)
p.s.
Sì, magari anche le ciavatte sullo scoglio le avrei tolte, ecco. Pure il mezzo culo del tipo in mezzo, ecco”.
Di fatto, l’ipercorrettismo della Lucarelli la fa incappare in un errore a sua volta, perché la maiuscola dopo i tre puntini di sospensione in questo caso non ci andava, ma il suo messaggio non poteva essere più appropriato e sensato: un turista straniero di certo non potrà accorgersi dei refusi nel testo (e neanche la maggior parte degli italiani distratti), ma nell’epoca dell’estetica imperante e della tecnologia a basso costo, possibile che non ci si sprechi neanche a individuare un font un po’ più originale dell’Arial? Oggi, poi, che anche un bambino sa usare il fotoritocco, le ciabatte sugli scogli si potevano facilmente togliere… ammesso e non concesso che non si riuscisse a “svuotare” quell’incantevole location per uno shooting appropriato.
Ma tant’è. Come nessuno ha bloccato l’improbabile spot con i Bronzi di Riace in versione bulli di periferia, neanche in questo caso chi doveva dare il “visto si stampi” sembrava molto attento. Eppure, abbiamo dovuto attendere Selvaggia Lucarelli per accorgerci di un simile misfatto. A lei dobbiamo riconoscere l’imperituro merito di fungere da controllore della decenza pubblica, contro ogni perbenismo. Una volta scoperchiato il vaso di Pandora, poi, il gioco è fatto.
Il Codacons si è immediatamente mosso per capire quanto siano costati questi “Interventi per la promozione e la competitività del sistema aeroportualer calabrese” con tanto di patrocinio della Regione, e ora la palla passa alla Corte dei Conti della Calabria (ma indiscrezioni già parlano di 150.000 euro spesi per la campagna pubblicitaria).
Anche il Governatore Mario Oliverio si è accodato al coro di dissenso e in una nota ha dato ragione alla Lucarelli e disponendo una indagine conoscitiva per accertare eventuali responsabilità: “Ha ragione Selvaggia Lucarelli, che ringrazio per aver segnalato una vicenda che non può in alcun modo trovare giustificazioni. Di fronte a questa ennesima porcheria frutto di una burocrazia sciatta ed indolente disporrò immediatamente una indagine conoscitiva per accertare ogni responsabilità. La Calabria merita altro”.
Di certo, la tempistica con cui è scoppiato questo ennesimo scandalo di comunicazione è eccezionale: proprio il giorno dopo la denuncia della Lucarelli si sono aperti gli stati generali del turismo ai quali, ovviamente, ha partecipato anche la Calabria. Ma con che faccia dopo questo terribile autogol?
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