Mai come in questo campionato ci troviamo ad affrontare ben 3 derby nel vero senso della parola: verso Reggio abbiamo già viaggiato, oltre Campagnano andremo prossimamente ma ora tocca andare nella innominabile città del vento. Tanti significati riveste questo match che non è solo una sfida sportiva ma, spesso e volentieri, si è caratterizzata come una disfida ai limiti del sociale tra due città e due popolazioni cosi vicine geograficamente ma, allo stesso tempo, diametralmente opposte sotto molteplici profili.
Una diversificazione creata negli anni soprattutto dal potere politico che in Calabria ha spesso ondeggiato tra i due poli urbani con la città dello stretto che osservava, neutrale ed autonoma, l’evolversi degli eventi. Sportivamente parlando, di sicuro i nostri avversari vantano una storia maggiormente prestigiosa: la serie A li ha visti, anche se tanto tanto tempo fa, protagonisti e di questo se ne sono giovati negli anni anche per riacquistare ciò che il campo gli aveva sportivamente tolto. Oggi però, e mai come in questo campionato, il punto di partenza delle contendenti in campo è praticamente identico: stessi programmi ambiziosi iniziali, stessa posizione in classifica alla vigilia del derby e stesso corso degli eventi in campionato tra esoneri e lamentele di un pubblico che, mai come in questa stagione, aveva sognato e sogna orizzonti di gloria ad oggi purtroppo piuttosto annebbiati.
Fatto sta che questa partita giunge al momento giusto, o sbagliato dipende poi dai punti di vista e dal risultato, per entrambe le compagini che, in caso di vittoria, potranno trarre dal derby quella linfa per rilanciare classifica e, soprattutto, entusiasmo sopito o che, in caso di salomonico pareggio, proseguiranno la loro corsa senza magari tanta spinta emozionale ma, comunque, garantendosi che il morale non precipiti ai minimi storici.

Perché, a ben vedere, queste sono partite che si vivono su fronti diversi, squadre e tifosi, ma con identici risultati post gara: vittoria significa morale e spinta emozionale a gogo, sconfitta equivale ad un cataclisma emozionale, magari esagerato e fuori luogo, ma va da sé reale e consistente. Molti inizieranno a ricordare Caccetta e Aita, da un lato, Palanca e Surro, dall’altra: ma oggi i protagonisti sono altri pur essendo uguali gli stimoli e le spinte emozionali che il derby regala. Perché in fondo è una partita come tante altre e la posta in gioco è numericamente identica, ma alla fine ci sarà chi si sentirà, almeno per qualche giorno, il padrone della Calabria e chi subirà trenini e sfottò. Il derby è e sarà sempre il derby, pertanto carissimi lupi ricordate che…
“Non so cosa dirvi davvero. Tre minuti…alla nostra più difficile sfida professionale. Tutto si decide oggi. Ora, noi o risorgiamo ….come squadra…o cederemo, un centimetro alla volta, uno schema dopo l’altro, fino alla disfatta. Siamo all’inferno adesso, signori miei. Credetemi. E possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi…oppure…aprirci la strada lottando verso la luce. Possiamo scalare le pareti dell’inferno…un centimetro alla volta. Io Però, non posso farlo per voi. Sono troppo vecchio. Perché in entrambi questi giochi, la vita e il football…il margine di errore è ridottissimo. Capitelo. Mezzo passo fatto un pò in anticipo o in ritardo e voi non c’è la fate. Mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e mancate la presa. Ma i centimetri che ci servono sono dappertutto sono intorno a noi. Ce ne sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo. In questa squadra si combatte per un centimetro. In questa squadra, massacriamo di fatica noi stessi…e tutti quelli intorno a noi, per un centimetro. Ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro…perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri….il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta! la differenza fra vivere e morire. E voglio dirvi una cosa. In ogni scontro….è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro. E io so che se potrò avere una esistenza appagante sarà perchè sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutto lì, in questo consiste, è in quei dieci centimetri davanti alla faccia! Ma io non posso obbligarvi a lottare! Dovete Guardare il compagno che avete accanto! Guardarlo negli occhi! Io scommetto che ci vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi! che ci Vedrete un uomo. . .che si sacrificherà volentieri per questa squadra consapevole del fatto che quando sarà il momento … voi farete lo stesso per lui. Questo è essere una squadra, signori miei perciò o noi risorgiamo adesso, come collettivo o saremo annientati individualmente. è il football, ragazzi. È tutto qui. Allora. . . che cosa volete fare???“
Keiser Soze
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