“La bella notizia è che abbiamo avviato e quindi abbiamo riscattato il nostro Tutino”. Sono passati appena due giorni da questa dichiarazione del presidente Guarascio (anche se sembrano secoli) e, vista la serie di eventi susseguitisi a stretto giro, viene da chiedersi addirittura come dover interpretare quel “nostro” riferito a Gennaro. Tutti lo abbiamo tradotto come “uno di noi” ma sorge il dubbio che si debba invece intendere solo come “di nostra proprietà”.
Tuttavia, per fare un po’ di chiarezza, penso sia necessario riavvolgere il nastro. Bisogna tornare alla fine del campionato quando, nell’ultima gara contro lo Spezia, Tutino è stato soffocato dal calore del tifo rossoblù e innalzato a re di una città e di una intera tifoseria. Il 14 di maggio Gennaro ha ricevuto il premio “Marulla” assegnatogli dall’associazione “Cosenza nel cuore” e l’ho visto sinceramente commosso dall’affetto riversatogli addosso. E arriviamo al 24 di maggio quando il sindaco gli ha consegnato il Sigillo della città. È stato proprio in quella sede che Guarascio aveva annunciato agli astanti di preparare un futuro roseo con Tutino. E lo stesso bomber napoletano aveva rimarcato come Cosenza e il Cosenza rimanesse al primo posto nei suoi pensieri.
Torniamo dunque a qualche giorno fa quando, in maniera del tutto inattesa, Guarascio annuncia di aver riscattato Tutino dal Parma dopo che negli ultimi giorni si era invece diffusa la notizia contraria. In città è un tripudio di gioia che si esaurisce però in meno di ventiquattr’ore, troncato dalle dichiarazioni al vetriolo di Mario Giuffredi, noto procuratore di Tutino. Il manager napoletano afferma che la parabola di Tutino con il Cosenza è finita, che il suo assistito gradirebbe giocare in Serie A e si dichiarano addirittura sorpresi dal riscatto in quanto non avvertiti. Solo poche ore fa Giuffredi tiene anche a far sapere che il contratto di Tutino è un biennale e che quindi il calciatore potrebbe accordarsi con qualche altra squadra, a parametro zero, a febbraio 2026 (senza peraltro specificare cosa farebbe nel frattempo Gennaro). Ringraziamo Giuffredi di averci rinfrescato il regolamento dei contratti dei calciatori e andiamo avanti. Nel frattempo anche Viali scrive qualche riga per salutare i tifosi rossoblù e accenna al fatto che, se la prima volta era stata una sua scelta quella di abbandonare la panchina del Cosenza, questa volta sarebbe quasi stato costretto! (Poi da chi? Visto che Ursino ha dichiarato che gli era stato prospettato addirittura il prolungamento del contratto. Attendiamo eventuali smentite in merito). Ma questa è solo una vicenda di contorno.
In tutto ciò Tutino si è rinchiuso nel più cupo silenzio. Nessuna reazione alla notizia del riscatto, nessuna smentita alle parole del procuratore. (Per onor del vero, pomeriggio ha postato nelle storie di Instagram il ricordo della promozione in B di sei anni fa!) Ma questo silenzio ha fatto tanto rumore, visto che invece Gennaro è sempre stato molto attivo sui social riguardo ai colori rossoblù. Viene da farsi qualche domanda. Non era forse lo stesso Tutino quello che meno di un mese fa rilasciava quelle dichiarazioni d’amore di fronte al sindaco e ad un’intera città? Cercava forse di uscirne bene, convinto che il presidente non lo avrebbe mai riscattato? Non voglio crederlo visto che più volte mi è capitato di vederlo davvero commosso e sinceramente legato a questi colori. Può darsi allora che sia arrabbiato per come sia stata gestita la vicenda? Potrebbe essere. Però sarebbe un’arrabbiatura da far sbollire presto, lo deve ai suoi tifosi. Di certo c’è che Gennaro sicuramente dovrà prendere posizione e rispondere agli interrogativi prima che questi diventino troppi e ingestibili. E prima che una storia d’amore tra città e calciatore non venga definitivamente inquinata da vicende di soldi e procuratori.
A cura di Luca Aiello.
Vai al contenuto




