La “svolta buona” non può non essere che una svolta etica che privilegi le risorse ambientali di questa regione. “Se penso ad una svolta ecologica è chiaro che penso ad una svolta positiva”

Città e RIGENERAZIONE SOCIALE
Le città della nuova Calabria devono diventare laboratori di rigenerazione sociale.
La questione urbana è ormai diventata un insidioso sistema di modernità post-ideologica dove è in gioco il futuro della sfida della sostenibilità.
Il livello della sfida è cresciuto. La città genera clima sociale, genera fiducia o sfiducia, percezione di sicurezza o di insicurezza.
È su questo software urbano che dobbiamo costruire la rigenerazione attraverso la condivisione di buone pratiche, attraverso investimenti sulla reputation, divenire destinazione, essere riconosciuti da una domanda nazionale ed internazionale come meta possibile, come attrattori di vivibilità e qualità della vita.
È una sensibilità, questa che vi offro, che trova origine nell’esperienza dell’azione di governo come sindaco di Cosenza dove, pur lavorando fra mille difficoltà, abbiamo dimostrato che i Comuni svolgono un ruolo essenziale per promuovere il cambiamento.
Non esistono Comuni brutti o belli, città brutte o belle. Esistono territori che possono migliorare con progetti.
Basta governare il territorio.
Strade e piazze si trasformano in luoghi d’incontro e di relazioni fra tutte le generazioni, si realizzano centri pedonali e parchi urbani, sistemi di mobilità sostenibile, musei con opere d’arte diffuse e godibili da tutti, e la città diventa una realtà urbana non più semplicemente attraversata ma vissuta, a cominciare dai bambini e dalle persone più anziane.
Nelle città sempre più disgregate a causa dell’incontrollata crescita degli ultimi decenni, la riqualificazione e la rigenerazione delle aree urbane, a cominciare dalle periferie, deve essere un obiettivo fondamentale per dare una svolta ad una situazione di degrado edilizio ed ambientale per l’assenza di spazi pubblici di qualità, il consumo del suolo arrivato al livello di guardia, il costo energetico non più in grado di sopportare gli attuali enormi consumi e sprechi.
Occorre sostenere e diffondere le buone pratiche presenti in tante amministrazioni locali e valorizzare tutto ciò che di positivo si riesce a costruire nei comuni, perché la loro attività ed i risultati che si riescono a raggiungere sono decisivi per cambiare il volto dell’intera Calabria
A cominciare dal rispetto delle nostre risorse naturali.
Come il Mare, la principale risorsa turistica della Calabria. Una risorsa che però viene gestita male, non riuscendo ad evitare un inquinamento che ogni anno si ripresenta puntualmente. La principale fonte di inquinamento dei mari è costituita dai corsi d’acqua, che vi convogliano di tutto: acque fognarie non depurate, o mal depurate, e rifiuti di ogni genere. Inoltre c’è il problema degli scarichi fognari fuori legge, lungo le coste.
Il problema si risolve agendo su due fronti:
- l’efficientamento ed il potenziamento degli impianti di depurazione;
- un’attività di monitoraggio sistematica dello scarico dei depuratori, dello sbocco in mare dei corsi d’acqua, degli scarichi fognari di edifici situati lungo le coste, delle spiagge;
Per queste attività la Regione, coadiuvata dall’Arpacal e dal gestore del Sistema idrico integrato, deve supportare i Comuni nelle funzioni di loro competenza, e deve essere la prima a vigilare e a mettere in campo contromisure adeguate con sufficiente anticipo sull’inizio della stagione turistica.
Analogo ragionamento vale per Il Ciclo delle acque
Alla Regione spetta la pianificazione e la gestione dell’intero ciclo integrato delle acque, dall’attingimento alle sorgenti fino alla depurazione dei reflui e al controllo dei corpi idrici. Una gestione razionale e sostenibile della risorsa idrica è il presupposto indispensabile per garantire al nostro territorio una buona qualità della vita. Ma ciò richiede il superamento dell’attuale frammentazione di competenze e il raggiungimento della sostenibilità economica della gestione.
E poi le energie alternative
In Calabria abbiamo, oltre al sole, altre due forme di energia rinnovabile che sono l’energia idroelettrica e l’energia da biomasse legnose.
L’energia da biomasse, se gestita razionalmente in base ad una seria pianificazione regionale, rappresenta un’importante risorsa per la Calabria.
Utilizzando biomasse da boschi, da residui agricoli, da potature, da coltivazioni dedicate si possono recuperare risorse attualmente disperse e mettere in produzione terreni attualmente inutilizzati o poco utilizzati. E questo creando posti di lavoro e utilizzando materie prime locali.
Per darvi qualche numero pensate che la Calabria ha esportato circa 800 milioni di euro (quasi un miliardo) di energia. Purtroppo di questo fatturato alla Calabria non resta nulla perché gli impianti sono di proprietà di società extraregionali. Emblematico il caso di A2A controllata dai Comuni di Milano, Brescia e Como e che detiene le concessioni su quasi la totalità del parco idroelettrico calabrese .
Vogliamo porci il problema di iniziare a pensare ad una società di produzione calabrese magari diversificando anche sul geotermico?
Sono questi i temi che dobbiamo porre nel dibattito politico.
E poi il dissesto idrogeologico
Una notevole parte del territorio calabrese è soggetto a rischi di tipo idrogeologico.
Il motore di ogni fenomeno franoso o alluvionale è sempre la pioggia, e più precisamente il suo deflusso disordinato e malamente gestito. A cominciare dai fossi e dai canali di scolo, che in larga parte sono stati eliminati o non vengono sottoposti a manutenzione periodica.
E’ necessario istituire e tenere aggiornato un Catasto dei fossi di scolo, sulla base dei dati catastali esistenti identificando proprietà e responsabilità.
A valle della prima rete di raccolta ci sono i corsi d’acqua, la cui manutenzione è troppo spesso trascurata, anche a causa di rimpalli di competenze tra enti.
La Regione deve dare l’esempio sui corsi d’acqua di propria competenza e vigilare, con le proprie strutture dedicate, affinché i Comuni facciano la loro parte, come previsto dalla legge.
Il patrimonio forestale
Il patrimonio forestale della Calabria, tra i più importanti d’Europa per ampiezza e varietà di specie, costituisce un’immensa ricchezza per l’ambiente, per l’economia e per l’equilibrio del territorio.
Tuttavia ogni anno assistiamo all’incendio di migliaia di ettari di bosco, molto spesso dovuto a cause dolose, o all’incuria e alla disattenzione dell’uomo. Le conseguenze per l’equilibrio naturale sono gravissime e i tempi per il riassetto dell’ecosistema molto lunghi.
Nella lotta contro il fuoco, riveste grande importanza l’attività di previsione e prevenzione della Regione.
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