Braglia ha avuto pochi giorni per lavorare ma ha già dato una sferzata alla mentalità del Cosenza. Statella può e deve dare di più
PERINA 5 (“Amminchiunitu”): I giocatori del Catania non si vedono quasi mai dalle sue parti e svolge una partita di ordinaria amministrazione. Ah dimenticavo! Nell’unica situazione in cui avrebbe dovuto mettere più attenzione sbaglia un’uscita alta, regalando maldestramente il pallone a Mazzarani che gonfia la rete e consente ai suoi di scippare i tre punti al “Marulla”.
CORSI 5 (Lacunoso): L’impegno lo mette e riesce anche a supportare la manovra offensiva ma arrivati al dunque non concretizza il suo lavoro. Sbaglia tutti i cross, nonostante il suo modo di calciare sembri quello di Beckham. “Meglio ca s’atteggia i menu e ca ncarra ancunu cross i chiù”.
IDDA 5,5 (Essenziale): Migliorato rispetto alle precedenti uscite ma ancora lontano dai suoi standard. Non può che migliorare anche perché il suo compagno di reparto ora è il forte italoalbanese Dermaku. In generale, si è ben comportato tamponando gli avversari e stroncando sul nascere potenziali pericoli.
DERMAKU 6,5 (“N’animale): Il migliore in assoluto dei lupi. Un difensore completo, possente e anche tecnico. Si assume in qualche circostanza dei rischi eccessivi al limite della propria area di rigore ma ne esce sempre dominatore. Un vero leader sul quale costruire il Cosenza grintoso del prossimo futuro.
PINNA 5,5 (Impreciso): Anche lui sensibilmente migliorato rispetto alla gestione Fontana ma ancora non al top. È sulla buona strada perché offre una prestazione attenta in fase difensiva e propositiva in fase offensiva. Effettua decine di cross che però non impensieriscono la retroguardia avversaria perché “unn’aza mai a palla”.
CALAMAI 6 (Tuttofare): Mai si risparmia e lo si vede giostrare in ogni zona del campo. Dà equilibrio e sostanza al sistema di gioco garantendo anche una certa qualità armonizzando la fase di costruzione in tandem con Bruccini. Prezioso ed affidabile, anche lui sarà uno dei punti fermi di mister Braglia.
BRUCCINI 6 (Ordinato): Finalmente si è visto un Bruccini vicino alla sua reale dimensione. Ha tanta qualità e lo si capisce “i cumu tratta u’ pallune”. Deve migliorare nelle situazioni di supporto alla manovra offensiva con più inserimenti e/o con più tiri dalla distanza. Comunque, buona la prima da “uomo libero”.
MUNGO 6 (Ruggente): Ritorna ad interpretare il ruolo di collante tra centrocampo ed attacco. Lotta come un leone in mezzo (prendendo in consegna e annullando Lodi) ed è sempre il primo ad inserirsi avanti. Nel secondo tempo ha sui piedi una grande occasione dopo una triangolazione con Statella ma si allunga la sfera consentendo a Pisseri di farla sua.
CACCAVALLO 5,5 (Prevedibile): L’attenuante è duplice: non si è allenato bene in settimana e quando ha il pallone tra i piedi viene triplicato dagli avversari. Tuttavia, Peppino è apparso sottotono. La tecnica la mette per carità ma cerca sempre la stessa giocata (dribbling a rientrare da destra verso in centro per andare al tiro) e questo lo rende prevedibile. Dovrà togliere dal cilindro qualcosa di diverso per essere incisivo in futuro e quindi un punto fermo per il suo nuovo allenatore.
BACLET 5 (Inutile): Leggermente migliorato rispetto alle precedenti uscite ma “un ci volia assai”. Tiene il pallone, fa salire la squadra e spizzica di testa ma non basta. Un centravanti in area di rigore deve far sentire la sua presenza e lui nei momenti topici non c’è. Per ora “un signassa mancu si potissa iocà curi manu”.
STATELLA 5 (Inconsistente): È uno dei giocatori di maggiore esperienza che non si assume quelle responsabilità pretese da mister Braglia alla vigilia della gara. In verità è inconsistente. Nel primo tempo lascia intravedere qualcosa ma nel secondo tempo scompare letteralmente. È l’unico rossoblù a non metterci la grinta richiesta da caso. Ovviamente, non salta mai l’uomo.

DALLA PANCHINA
D’ORAZIO 6 (Rispolverato): Dopo esser stato accantonato da Fontana ritorna sulla scena. Offre una prestazione molto buona proponendosi sempre alla ricerca del riscatto personale. Dopo una magnifica sforbiciata solo un miracolo di Pisseri gli nega il gol. Peccato per lui e per i lupi. Ma già dalla prossima partita si raccoglieranno i frutti.
LOVISO 5,5 (Incoraggiante): Per spiegare la sua assenza passata si sono sovrapposte svariate teorie, anche cospirative. Quando entra in campo dimostra, innanzitutto, di essere vivo e poi che col pallone tra i piedi ci sa fare. Fa girare la squadra e disegna ottime parabole sui calci piazzati. L’esilio fontaniano lo ha arrugginito ma sicuramente troverà con Braglia il giusto spazio in questa squadra.
LIGUORI s.v.
ALL. BRAGLIA 6,5 (Ippocrate): È sulla panchina rossoblù da soli due giorni ma ha già rivoluzionato il modo di pensare e di stare in campo del Cosenza. Finalmente un calcio “normale” fatto di grinta, corsa e determinazione. Capisce subito che i problemi di questa squadra, al netto di traumi psicologici che sembrano essere superati, sono in avanti. Negli ultimi sedici metri manca quello spunto che consente di affondare il colpo. Tuttavia, il mister dopo solo 48 ore ha liberato la mente dei suoi ragazzi. Si percepisce la sensazione che Braglia abbia le giuste medicine per il Cosenza. Il Catania è stato dominato per lunghi tratti e, in fin dei conti, Lo Monaco & co. “unn’u sannu mancu loro cum’hannu fattu a vincia a partita”. Piena fiducia nel mister, serve solo una vittoria che, siamo certi, con lui arriverà prestissimo.
Federico Perri, libero pensatore.
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