I risultati definitivi della Griglia Lea (livelli essenziali di assistenza) 2019 pubblicati dal ministero della Salute mostrano per la Calabria un punteggio “molto basso ed in peggioramento rispetto all’anno precedente”.
Il report, pubblicato ieri e già anticipata qualche mese fa, annovera la Calabria come regione inadempiente con un punteggio di 125. La Calabria, dunque, resta fanalino di coda rispetto ai dati nazionali.
Si confermano in testa alla classifica Veneto, Toscana ed Emilia Romagna che, insieme a Lombardia, Marche, Umbria, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo e Lazio raggiungono un punteggio superiore a 200. Con un punteggio compreso tra 200 e 160, considerato il livello minimo accettabile si trovano Puglia, Piemonte, Provincia Autonoma di Trento, Sicilia, Basilicata, Campania e Valle d’Aosta. Il Molise si trova nella classe inadempiente insieme alla Calabria.

Tali regioni, che sono sottoposte ai Piani di rientro, dovranno superare necessariamente superare le criticità rilevate su alcune aree dell’assistenza altrimenti non potranno accedere al maggior finanziamento del Servizio sanitario nazionale (la quota premiale).
Problematiche importanti si riscontrano in alcune aree dell’assistenza tra cui quelle dell’assistenza agli anziani e ai disabili e della prevenzione veterinaria..
Un dato deficitario per la Calabria riguarda sicuramente gli screening.
Sono molto bassi i numeri concernenti gli screening per cervice uterina, mammella e colon-retto. Il dato del 2019 replica quello del 2012: in Calabria si fa pochissima prevenzione attraverso programmi organizzati.
Nella regione non si riesce neanche a tenere sotto controllo il “tesoro” agroalimentare. Sono considerati inefficienti le verifiche per il controllo delle malattie animali trasmissibili all’uomo come la tubercolosi bovina e la brucellosi. Viene poi segnalato l’abbassamento drastico dei controlli delle popolazioni animali.
Un dato così negativo nelle cure essenziali è legato soprattutto alla mancata trasmissione dei dati necessari per il calcolo complessivo dei Lea. Dati confusi arrivano in merito alla trasmissione dei dati sui tamponi.
Rispetto alla Calabria tutte le regioni hanno migliorato il loro piano di rientro dal 2012 al 2019. Spetta, dunque, alla nostra regione migliorare la situazione sanitaria e sopperire alle mancanze che l’hanno resa ultima classificata in un ambito importante per tutti i cittadini.
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