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Roberta Lanzino

Messa a soqquadro la casa al mare della famiglia di Roberta Lanzino

Sembra essere un atto intimidatorio, quello rivolto alla famiglia di Roberta Lanzino, la cui casa al  mare è stata completamente messa a soqquadro da ignoti, la scorsa notte

Si attende per oggi 23 aprile, la sentenza del processo circa le sorti dell’unico imputato per l’omicidio di Roberta Lanzino, Franco Sansone, per il quale nella scorsa udienza era stata chiesta l’assoluzione a seguito dei risultati dell’esame del DNA effettuato sulle tracce di sperma e sangue ritrovato sul terriccio nel luogo del delitto, sotto il corpo della ragazza.

Roberta Lanzino
Roberta Lanzino

E così proprio alla vigilia della sentenza, ignoti si sono introdotti nell’appartamento della famiglia Lanzino, sito in San Lucido, ed hanno messo tutto sottosopra. Sembra che dalla casa delle vacanze – la stessa dove Roberta Lanzino si stava recando prima di essere uccisa – non sia stato portato via nulla. Quello, è lo stesso appartamento che all’inizio del processo fu dato alle fiamme.

Intanto mentre la difesa di Sansone chiede l’assoluzione perché la prova “regina” ossia l’esame del DNA è inconfutabile, i legali della famiglia Lanzino chiedono ancora con forza la condanna di Franco Sansone, poiché come sostiene l’Avv. Ornella Nucci “non si ha certezza che la violenza sessuale sia stata precedente all’omicidio e se anche non si può dimostrare la colpa della violenza, non si può al contempo dimostrare che non abbia commesso l’omicidio”.

Per Franco Sansone e per suo padre Alfredo il Pm ha comunque chiesto la condanna per l’omicidio di Luigi Carbone, vittima di “lupara bianca” il cui corpo non è mai stato trovato. Per lo stesso reato, invece era stata chiesta l’assoluzione per il fratello Remo Sansone.

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