Arresto cardiaco con fibrillazione ventricolare, la diagnosi definitiva del primario di rianimazione Gagliardisulla morte del grande Gigi. Una bevanda ghiacciata avrebbe procurato la congestione. In tanti a vegliare sul Capitano nell’obitorio di Cetraro.
La data 19 luglio 2015 resterà per sempre impressa nelle mente dei cosentini, ma non solo. Gigi non c’è più, questo è il tam tam di voci che rimbalza in pochi istanti di una domenica torrida. Gigi Marulla era in giardino nella sua residenza di Cavinia poco prima di sentirsi male, il grande bomber era intento in lavoretti di casa. Un sorso ad una bevanda ghiacciata e una chicchierata con i vicini di casa.

Poco dopo l’ex attaccante del Cosenza avrebbe avvertito dei dolori e si sarebbe fatto accompagnare immediatamente nel vicinissimo ospedale di Cetraro, all’interno del quale sarebbe entrato sulle proprie gambe ed ancora cosciente. Ad assistere Gigi, il primario Pasquale Gagliardi, in passato medico sociale del Cosenza Calcio, la situazione però inizia a precipitare e poco dopo giunge la notizia che nessuno avrebbe voluto sentire.
“Gigi Marulla è arrivato al Pronto Soccorso perché ha avuto un malore, almeno così ci hanno riferito – spiega in diretta telefonica dal Tg3 Regione il primario Gagliardi – Ha bevuto una bevanda ghiacciata e questo ci starebbe con l’innesto della patologia che hanno ravvisato le mie colleghe che lo hanno soccorso immediatamente. Lo hanno trovato in arresto cardiaco con fibrillazione ventricolare ed è stata fatta una rianimazione cardio polmonare con il defibrillatore, come da protocollo, ma non si è mai ripreso.
Dopo 30 minuti le colleghe hanno tentato il tutto per tutto, ma non c’è stato niente da fare, hanno constatato la morte alle 15.40. E’ arrivato cosciente ma molto sudato al Pronto Soccorso, era stato già male probabilmente, ma il tempo di fare l’elettrocardiogramma ed è andato in fibrillazione ventricolare. E’ un momento bruttissimo per tutti, fa molto male“.
Fino a tarda notte l’obitorio dell’ospedale di Cetraro é stato affollato da tanti cosentini ma non solo, presenti anche amici e colleghi dell’indimenticato bomber di Stilo: Alberto Urban, Stefano De Angelis, Eugenio Caligiuri, Manolo Mosciaro, Padre Fedele Bisceglia e tanti altri a vegliare sul povero Gigi, l’unico vero grande lupo.
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