Si è concluso ieri il processo Streghe, con tre condanne e tre assoluzioni. Alcune persone accusate anche di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, furto e ricettazione di autovetture
Cosenza (02-04-2014) – Tre condanne e tre assoluzioni. E’ questo l’epilogo del processo a carico di una banda specializzata nei furti di auto, seguiti poi da richiesta estorsiva ai proprietari.

Il Tribunale di Cosenza ieri, in composizione collegiale, ha infatti condannato Francesco Oliva a sei anni, Anthony Biagio De Lio a quattro anni e Massimo Ciancio a cinque anni.
Arriva invece l’assoluzione per Antonio Fistilla, Alexander Giannuzzi e Vincenzo Polimeni, difesi dai legali Edoardo Florio, Franco Napolitano, Antonio Quintieri e Matteo Cristiani.
Molti di loro erano anche accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, furto e ricettazione di autovetture.
L’operazione Streghe, eseguita dai carabinieri nel 2007, portò all’arresto di molti componenti della presunta banda, che puntava soprattutto sul “cavallo di ritorno”. Seccondo quanto, allora, emerso dalle indagine dei militari dell’arma, infatti,la banda come principale attività aveva quella di rubare auto, entrando in azione nelle zone tra Rende, San Fili, Montalto Uffugo e San Vincenzo la Costa, per poi fare richiesta estorsiva di 500 euro ai proprietari delle autovetture rubate, che per il periodo della trattativa tenevano nascoste nelle montagne di San Fili e che, nel momento in cui il titolare della macchina non accettasse di pagare il riscatto, smontavano per venderne poi i pezzi.
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