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Rapimento Sofia carcere di Cosenza

Rapimento Sofia: Rosa resta in carcere, Moses è libero

E’ stato un lungo interrogatorio questa mattina per Rosa Vespa e Moses Acqua Omogo Chidiebere all’interno del carcere di Cosenza.

I due, marito e moglie sono accusati di sequestro di persone per aver rapito una neonata di appena un giorno. Sofia, la bambina che in tre ore di ricerca è diventata la figlia di tutta Cosenza.

Rapimento Sofia carcere di Cosenza
Rapimento Sofia carcere di Cosenza

All’interrogatorio di garanzia e l’udienza di convalida naturalmente erano presenti i due avvocati di Rosa e Moses, rispettivamente Teresa Gallucci e Gianluca Garritano.

Pare che i due abbiano risposto alle domande del GIP dottoressa Claudia Pingitore con la presenza del Pubblico Ministero dottor Antonio Tridico.

Vana è stata l’attesa per ore dei tanti cronisti e fotografi assiepati all’uscita del carcere. I due avvocati, infatti, Gallucci e Garritano, non hanno rilasciato dichiarazioni.

Ma in questi minuti arriva la notizia clamorosa. Sembra, infatti, che dall’interrogatorio sia uscita una verità scioccante: Moses Acqua Omogo Chidiebere era all’oscuro di tutto.

Ed eccola che arriva l‘’ufficialità della sua scarcerazione, per la Procura è estraneo ai fatti contestati sul rapimento della piccola Sofia. Confermato invece l’arresto di Rosa Vespa.

Aggiornamento delle ore 14:39: sembrerebbe che l’estreneità ai fatti per Moses sia stata dichiarata dalla stessa Vespa, specificando che non aveva pianificato il rapimento. Dal suo racconto sarebbero emersi altri particolari riguardo la finta gravidanza che ha portato avanti per nove mesi.

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