Nel tardo periodo sovietico, la barzelletta politica regnava sovrana nell’Unione Sovietica. Moltissime di queste usavano la formula di domande a un’immaginaria Radio Erevan. Ad esempio, un ascoltatore chiama Radio Erevan: “E’ vero che in piazza a Mosca stanno regalando biciclette?”. Radio Erevan risponde: “Sì, è vero, ma non a Mosca bensì a Leningrado, e non biciclette ma orologi, e non regalano ma rubano”.

Me la sono ricordata questa barzelletta ieri, quando ho letto l’articoletto-denuncia firmato da Gianfranco De Franco-Insieme per Rende, uscito su Iacchite’.com e ripreso oggi dalla “Gazzetta del Sud” e altre testate online. Il titolo stride: “Rende, Manna paga le “vacanze” a due scrittori milanesi”.
Oltre al solito attacco generico alle azioni dell’Amministrazione Manna, De Franco se la prende nello specifico con il progetto “Residenze per Artisti, Scrittori e Studiosi nel Borgo Antico di Rende”, progetto di cui io mi ritengo fieramente autrice. Denuncia De Franco: “Si regaleranno 4.000 euro” a scrittori benestanti “migratori dalla Lombardia” (badano al lucro!), che vengono a farsi “l’estate lontano dall’afa lombarda” e la cui presenza “non porterà alcun effetto positivo per la Vecchia Rende”, in assenza di “alcuna visione della valorizzazione del territorio”. E, magari, tutto ciò con i soldi pubblici????
Proprio come nella barzelletta sovietica – “E’ vero che …?”. “Sì, è vero, ma …” — anche qui è vero il contrario, caro De Franco: non si regalano 4.000 euro a due ricchi artisti, ma si offre loro l’ospitalità nel centro storico; non una vacanza, ma una residenza creativa; non estiva, ma annuale; non vuota di contenuti, ma con un’idea precisa di far rivivere il nostro e altri borghi tramite l’immigrazione intellettuale. La modesta somma di circa 300 euro al mese per dodici mesi proviene non dalle casse pubbliche, ma – come dovrebbe essere – dalla società civile, tramite la sponsorizzazione di banche e imprenditoria illuminate.
Mi permetto di far notare a De Franco che il progetto “Residenze per Artisti, Scrittori e Studiosi nel Borgo Antico di Rende”, è da parecchi mesi di dominio pubblico, illustrato sulla stampa, inserito nella bozza dell’Agenda Urbana, sottoposto alla 1° Commissione Consiliare di Rende: Affari Istituzionali, Politiche Sociali e Cultura. Se avessero solo voluto, De Franco e Insieme per Rende, avrebbero avuto tutte le possibilità di informarsi.
Sono contenta, tuttavia, che l’attacco, questo sì “senza capo né coda”, di De Franco mi offra la possibilità di presentare le Residenze, progetto di cui, come dicevo, vado fiera.
L’invito rivolto ai “due scrittori milanesi”, Giorgio Falco e Sabrina Ragucci, di passare un anno a Rende, è solo il primo passo di un piano di lunga prospettiva promosso dalla nostra Amministrazione per attirare, nel centro storico, persone impegnate nel lavoro creativo originale. Gli ospiti troveranno a Rende un luogo bello e tranquillo, dove potersi concentrare per portare avanti o completare un lavoro avviato, o lanciare progetti nuovi, magari in collaborazione con le persone incontrate durante la residenza.
La scelta di questa coppia di scrittori/artisti si giustifica da sola. I due creativi stanno iniziando un lavoro artistico/narrativo sulla Calabria, “che riesca a raccontare, con il rigore e lo sguardo dell’arte, il passaggio epocale dal Novecento al nuovo millennio”.
Giorgio Falco è uno dei più prominenti scrittori italiani, noto soprattutto per La gemella H (Einaudi, 2014), tradotto in diverse lingue, che ha vinto, oltre al nostro indigeno Premio Sila ’49, anche Premio Campiello, Premio Mondello, Premio Supermondello, Premio Volponi, Premio Alassio-Un autore per l’Europa, Premio Lo Straniero. Sabrina Ragucci è un’artista fotografa che ha esposto il suo lavoro in numerose mostre monografiche e collettive, in Italia e all’estero, tra cui alla Biennale di Venezia nel 2011, all’ICI di New York (2018), al SK Stiftung Kultur di Colonia (2017). I due artisti hanno già lavorato, pubblicato e esposto insieme.
Non c’è dubbio che tutti noi rendesi saremo orgogliosi quando il frutto del lavoro svolto a Rende diventerà un libro che darà lustro e risalto alla nostra comunità.
Come dicevo, si tratta di un progetto-pilota dal quale, ne sono sicura, anche gli abitanti del Centro Storico trarranno un vantaggio, culturale e non solo, in un contatto prolungato e quotidiano con i creativi. E’ proprio grazie alle azioni di questo genere che si da concretezza alla sinergia cultura/sviluppo. Da studiosa “internazionale”, avevo io stessa usufruito di simili residenze, in Carolina del Nord, a Princeton, a Berlino e a Firenze. E ciascuna di queste esperienze mi ha portata a conoscere e dialogare con gli abitanti del posto e a stabilire dei duraturi e fecondi legami lavorativi e umani.
Marta Petrusewicz
Assessora alla Cultura, Ricerca e
Rapporti con l’Università
Comune di Rende
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