Nel giro di dieci giorni per due volte la vettura è stata presa di mira, la seconda provocando un vasto incendio. La pista seguita è relativa al lavoro dell’uomo
Una volta sola poteva anche essere un caso, ma due nel giro di soli dieci giorni sa di persecuzione. Perché ad un poliziotto in servizio al Commissariato di pubblica sicurezza di Rossano è stata incendiata per due volte la macchina in un lasso di tempo troppo breve per non far sospettare. Così si sta indagando, con l’aiuto dei colleghi della mobile di Cosenza.

L’auto dell’agente di polizia, una Ford C Max, una prima volta era andata a fuoco ma si era trattato di un episodio circoscritto tanto da far pensare ad autocombustione e tutto si era chiuso lì. Invece probabilmente era un tentativo non andato a buon fine visto che la vettura dell’uomo (originario di Rossano) parcheggiata in un quartiere periferico della città la seconda volta è stata data completamente alle fiamme. L’incendio è scoppiato attorno all’una di notte nella parte anteriore del mezzo, completamente avvolta dalle fiamme, e solo il pronto intervento dell’agente oltre a quello dei vigili del fuoco di Rossano, ha evitato il peggio.
Ora la macchina è andata distrutta e i primi rilievi hanno confermato la matrice dolosa del rogo. Così sono subito scattate le indagini per arrivare agli autori, con il sospetto di una possibile vendetta nei confronti del poliziotto che normalmente opera presso il posto di polizia dell’ospedale ‘Nicola Giannettasio’ di Rossano, ma che è anche impegnato in altre attività di polizia e di controllo.
I poliziotti, anche sotto l’impulso del questore Luigi Liguori, hanno intensificato nelle ultime ore controlli e verifiche, perché probabilmente hanno già una pista concreta da seguire e soprattutto vogliono mandare un messaggio chiaro a tutela della legalità del territorio interessato.
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