PERINA s.v.
CORSI 4 (Paralizzato): Mette quel minimo di impegno che deriva dal portare la fascia di capitano. Tuttavia, sbaglia praticamente tutto. Quando si assume la responsabilità di un passaggio diverso dal lento e prevedibile tocco a ritroso, “fa sulu danni”.
DERMAKU 4 (“Portatu supa a mali vie”): Stavolta non guida autoritativamente la difesa. Ritmo compassato ed assenza di grinta. Si è adeguato troppo alla nullità dei senatori.
IDDA –1 (Irrispettoso): Non contento della partita minuscola e svogliata fatta, al termine dell’incontro abbandona i suoi compagni e guadagna solitario la via che conduce al tunnel con fare polemico nei riguardi della tifoseria che, legittimamente, invitava i giocatori a “si ji a trovà n’atra fatiga”. “E ti frichi i Beckenbauer!”.
PINNA 3 (“Nun ci capiscia chiù nente”): Ha sbagliato Braglia ad insistere mandandolo ancora in campo. È evidente che necessita di un periodo corposo di otium. A fine gara, nel generale clima di sconforto, colorato da tante “iestime”, “s’è misu a mannà bacetti” verso le tribune. “Si unn’è in confusione iddru, io signu u Papa”.

STATELLA 2 (“Muntatu”): Magari “si fussa chiù umile e s’atteggiassa meno a Cristiano Ronaldo” tornerebbe ad essere devastante. Per ora è semplicemente deleterio e fa parte di quel gruppetto di calciatori che stanno pregiudicando la stagione del Cosenza. Anche in questo caso ha sbagliato Braglia a dargli una maglia da titolare.
BRUCCINI 3 (“Sprizza allegria da tutti i pori”): La circostanza attenuante è che gioca buona parte di gara (fino all’entrata di Palmiero) in un ruolo non suo. Ma almeno un pò di entusiasmo nel fare il mestiere più ambito dagli italiani (dopo l’attore hard) potrebbe mettercelo. In campo è praticamente inesistente e, rispetto a lui, è “chiù allegra l’Ultima cena i Leonardo e amu dittu tuttu”.
CALAMAI 5 (Sprecato): Purtroppo opera in un contesto svogliato, abulico e, a questo punto, ai limiti del provocatorio. La sua corsa ed il suo spirito di sacrificio meriterebbero ben altre situazioni. Non raggiunge la sufficienza più per demerito altrui. In fondo, lui è uno che deve fare legna.
MUNGO 5,5 (“Si potissa, si minassa sulu”): Prova a far qualcosa come è ormai consuetudine. Purtroppo, oggi non è riuscito a trovare lo spunto vincente. Abbandona anche lui il campo non appena l’arbitro fischia la fine del match ma, credo, in segno di disappunto verso i compagni che hanno issato ormai, inspiegabilmente, bandiera bianca.
MENDICINO 2 (Super bidone): Commette errori che nemmeno in terza categoria! Non è mai in partita e non tiene un pallone. Inizia ad inanellare prestazioni che offendono la gloriosa maglia numero 9 di Gigi. “Un fissiamu, cacciaticcella subitu”.
BACLET 2 (Mummificato): Quando l’ho visto calciare in porta e cogliere la parte alta della traversa ho provato un brivido lungo la schiena. Ad oggi, non riuscirebbe a far gol neppure se avesse la possibilità di giocare con le mani. In lui c’è anche una vena di comicità: dopo uno scatto è già “muartu”. Ma, a pensarci bene, forse i “muarti fannu chiù movimento d’ddru”.
DALLA PANCHINA
PALMIERO 5 (Meritevole): Quando entra dimostra che a dirigere ed a dettare i tempi del gioco deve essere lui. Verticalizza e cerca di razionalizzare la manovra ma in questa squadra anche Pirlo avrebbe avuto difficoltà.

LIGUORI 5,5 (“Piparieddru”): Subentra e cerca di dare continuità all’ottima gara di coppa. È mobile e voglioso ma non è assistito a dovere dai compagni. Sfiora la prodezza con una sforbiciata ma l’arbitro segnala un fuorigioco dubbio.
All. BRAGLIA 3 (“Oji ha pigliatu assi pe figure”): Ebbene si, anche Braglia “faglia”. Inspiegabilmente ripropone come titolari i calciatori che meriterebbero un pò di sana panchina (se ci fosse stato il nostro Campione la truppa dai belli addormentati sarebbe stata al completo), anziché dare spazio ai giovani motivati e grintosi che hanno ben figurato mercoledì a Catania. Oggi la squadra è naufragata a livello psicologico. Si è toccato un punto bassissimo, ai limiti del provocatorio. Con molta probabilità, i continui riferimenti al repulisti di gennaio hanno sgretolato quella voglia di riacciuffare il campionato che iniziava ad emergere (molto lentamente) nel gruppo. All’interno di questa cornice poco rassicurante, non ci rimane che calarci tutti nella mentalità – salvezza. Non sarà facile raggiungere questo obiettivo. E se pure Braglia perde la bussola…”simu daveru mbrazzu a Maria”.
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