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Top & flop: Mungo si guadagna un bel 7, il peggiore dei lupi è Baclet

Conferma per Dermaku: Fontana può contare su di lui per blindare la difesa. Palmiero fa tutto bene, poi sgualcisce la sua prestazione con un erroraccio

PERINA 6 (Ordinario): Merita ampiamente la sufficienza, anche perché compie diversi interventi risolutori tra i quali un autentico miracolo nel primo tempo su un “rigore in movimento”. Purtroppo non è ancora il “superman” che tutti abbiamo imparato a conoscere.

IDDA 5,5 (Ingessato): Non si disimpegna male ma in fase offensiva non da l’apporto che un terzino (di ruolo) deve dare in un sistema di gioco propositivo: non fornisce mai ai compagni la duplice opzione attacco profondità/sovrapposizione.

DERMAKU 6 (Affidabile): Si conferma dopo l’esordio a Matera come un centrale roccioso ed affidabile. Bravo anche con i piedi. Gli aspetta un grande compito: far quadrare i conti in un reparto ballerino.

PASCALI 5,5 (Datato): Mezzo voto in più per il gol al 93′ minuto che consente al Cosenza di non incassare una sconfitta pesantissima. Tuttavia, le sue 36 primavere in campo si fanno sentire tutte. Sembra quasi che le sue gambe non seguano la testa.

PINNA 5 (Confuso): Purtroppo non riesce a sbloccarsi mentalmente. Da lui ci si aspetta corsa e sostanza, invece la sua prova è costellata di errori. Sulla carta la catena sinistra del Cosenza appare quella più completa ma tra il dire e il fare…

BRUCCINI 5,5 (Passo stanco): Nel primo tempo fatica ma, nonostante ciò, ha un’occasione d’oro per segnare e solo un miracolo di Maurantonio gli nega questa gioia. Nel secondo tempo cerca di darsi una mossa ma la sua lentezza nei movimenti fa pensare ad un Caccetta 2.0.

PALMIERO 5,5 (Ingenuo): Mezzo voto in meno per l’errore clamoroso che ha propiziato la punizione che ha generato il gol andriese. In generale, ha giocato una buona gara facendo anche girare la squadra in un certo modo ma la Hybris è sempre severamente punita dagli Dei.

Gennaro Tutino (photo Cosenza Calcio)
Gennaro Tutino (photo Cosenza Calcio)

MUNGO 7 (L’unico): Talvolta accade che in occasione di una sconfitta o di un pareggio che sa di sconfitta un giocatore meriti un voto alto. Ecco, questa ipotesi rappresenta il caso di Mungo. È un uomo ovunque e mette una grinta massimale su ogni pallone, in ogni azione.

CACCAVALLO 6 (Intermittente): Molto mobile ma poco efficace. Alterna giocate di classe, dispensando cross che nessuno capitalizza, a momenti in cui sembra scollato rispetto al resto della squadra. Sfiora il gol con una bordata mancina, dalla sua zolla.

BACLET 4,5 (Insensato): Mai un movimento giusto, non tiene un pallone e ostacola anche le azioni dei compagni col suo essere confusionario. È sempre per terra, quasi come se stesse partecipando ad un rituale dionisiaco. E non se ne capisce il perché.

TUTINO 5,5 (Inesperto): Parte molto bene cercando e trovando l’uno contro uno per andare al cross o calciare in porta. Si spegne alla lunga e alla fine la sua prova rimane incompleta. Buona la fase preparativa ma non ha lo spunto finale.

DALLA PANCHINA

STATELLA 5 (Smarrito): Il suo ingresso non cambia l’inerzia della partita. Sembra quasi che sia entrato in campo demotivato e, infatti, è impalpabile. Possibile che ogni anno si debba chiamare lo psicologo per quelli della “vecchia guardia”?

MENDICINO 5,5 (Volitivo): Senza dubbio entra in campo con l’atteggiamento giusto, non si risparmia e sfiora anche il gol con una sforbiciata spettacolare neutralizzata da Maurantonio ma non basta. Non può bastare. Al Cosenza serve un centravanti (e lui non lo è) che la butti dentro.

CALAMAI s.v.

LIGUORI s.v.

ALL. FONTANA 4,5 (Incompreso o incomprensibile?): Non vi è traccia del “suo” calcio. Per carità, il suo Cosenza è un cantiere aperto e lui deve avere il tempo di lavorare e di mettere a posto le cose ma sembra che non abbia i giocatori adatti per farlo. Oggi sconfessa il suo credo adattandosi al materiale che ha a disposizione. Purtroppo, i risultati non sono buoni e siamo costretti a non guardare la classifica per non piangere ma per quanto tempo ancora dovrà durare questa tortura?

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