Il Monopoli sbanca il monopoli e si assicura piazza della Vittoria. Per i rossoblu solo le briciole, rimandati al prossimo giro
Il risveglio è stato molto amaro: nemmeno il pessimista più cronico di questo mondo si sarebbe aspettato di andare a Monopoli e subire un’imbarcata nella prima giornata di questo nuovo campionato di serie C. È bene ricordare che domani ricorre l’anniversario di un risultato ben diverso da quello di ieri.

Un anno fa di questi tempi i brividi di una vittoria storica percorrevano il corpo di una tifoseria intera e facevano accapponare la pelle. Erano brividi di emozione, oggi sono brividi di freddo, anzi di gelo, per un inizio shock che ha gettato nello sconforto i supporters più emotivi e predisposti ai cambi repentini di umore. Il paragone numerico con questo prestigioso passato è presto fatto: nel 2016 la classifica del Cosenza segnava 3 punti con 3 gol fatti e 0 subiti, in questo 2017 i lupi sono fermi a 0 punti con 1 gol realizzato e 3 sul groppone. La debacle brucia perché ottenuta sul campo di una compagine, il Monopoli, partita con l’obiettivo della salvezza, e, come si è visto nonostante il risultato finale, per nulla trascendentale.
Reinventiamoci avvocati del diavolo: si è giocato su un terreno di gioco al limite della praticabilità, con zone sconnesse che pregiudicavano pesantemente il giro palla dei silani e ne impedivano lo scorrimento veloce. E ancora: l’uno due realizzato da Mercadante nel giro di tre minuti ha permesso al gabbiano di fare il suo gioco, tutti dietro la linea della palla, difesa compatta e folate offensive degli avversari annullate. No, non regge affatto questa arringa difensiva: le colpe della squadra di Fontana sono evidenti e prevalgono sui meriti altrui, lo stesso tecnico non ha perso tempo a trovare scusanti e ha fatto mea culpa dando onore ai vincitori.
Fontana ha confermato la sua poco onorevole tradizione di uscire sconfitto alla prima apparizione stagionale. Dei suoi dettami tattici non si è vista nemmeno una virgola, complice la scarsa condizione di alcuni elementi basilari. Loviso non ha svolto il lavoro che gli compete, non lo si è mai visto abbassarsi dietro la linea della metà campo per prendere le redini della manovra. Il suo posto, in fase di impostazione, è stato preso da Manuel Pascali, ma no, non toccava a lui.

È sembrato tutto un brutto deja vu, quando veniva legittimato del compito, pur non avendone le caratteristiche, un altro difensore come Luca Tedeschi (sigh!). Ai fianchi del playmaker bolognese i vari Mungo e Bruccini hanno fatto quel che hanno potuto: il primo, unendo alla sua proverbiale “garra” qualche giocata tecnicamente interessante; il secondo, in evidente debito di ossigeno, dimostrando comunque di possedere doti da stoccatore e da pura mezz’ala. Semplici considerazioni che non vogliono in nessun modo essere conclusioni definitive, basate sui primi 90 minuti di un lungo, lunghissimo campionato. Nessun dramma perché c’è tutto il tempo per riprendersi e dimostrare che il Cosenza 2017/18 è ben altra cosa. Può darsi sia vero il detto spesso usato da queste parti: “A’ prima è d’i fissi!”, con il dovuto rispetto al Monopoli che ha portato a casa i primi 3 punti della stagione senza rubare nulla.
Per approfondimenti consulta la pagina Facebook Lupi si nasce e Lega Pro vista dal Sud-Girone C.
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