Dopo le drammatiche immagini di una Rossano alluvionata con macchine alla deriva e fiumi in piena sale lo sdegno verso le istituzioni. E i cittadini dov’erano quando questo scempio si compiva?
Affiora incredulità all’indomani della drammatica alluvione che ha colpito il litorale rossanese eppure a guardar bene le colpe non sembrano essere solo della Pubblica Amministrazione.
La Calabria è una terra a forte dissesto idrogeolico e gli studi ormai di mezzo secolo fa hanno da sempre individuato diverse zone che hanno nel corso del tempo manifestato più attinenza a questo tipo di calamità naturali.

Il terreno calabrese ha sempre mostrato un comportamento capace di fenomenologie di dissesto idrogeologico e il territorio del rossanese formato prevalentemente da gessi ha da sempre destato preoccupazione negli studiosi perché altamente erodibile.
Ci si chiede perché si è costruito? Chi ha dato il consenso?
Un modus operandi tipicamente in voga intorno alla fine degli 80 era quello di costruire di notte nelle fiumare ormai secche per poi chiedere condoni edilizi. Così la piccola Rossano ha vissuto un vero e proprio boom edilizio e turistico grazie a costruzioni vendute a basso costo.
In queste ore l’opinione pubblica si divide in chi indica nel malgoverno la colpa e chi invece pensa all’imprevedibilità della natura, del clima che cambia, eppure a leggere la storia di questa meravigliosa terra ci si accorge che quella di ieri era un alluvione annunciata.
Siamo andati a spulciare la “memoria storica” dei luoghi gravemente colpiti e ci siamo accorti che i campanelli d’allarme erano li da anni a disposizione di tutti, soprattutto dei cittadini.
Nell’ottobre del 1973 (tra il 25 e il 28) ci fu un evento importante a Rossano, un allagamento da pioggia che porto all’evacuazione di circa 40 famiglie che avevano l’abitazione nei pressi di una fiumara. In due giorni caddero su Rossano circa 399 mm di pioggia segno che la zona è spesso soggetta per la sua orografia a subire temporali di notevole entità.
Due anni dopo nel 1975 a gennaio il litorale di Rossano e Corigliano fu letteralmente distrutto da una mareggiata che causò anche alcune vittime, perché allora costruire un lungomare senza ricordarsi di quell’evento?
Passarono pochi mesi e nel febbraio del 1975 tutti i torrenti e i canali pensili del rossanese si ingrossarono, il torrente Grammisati travolse le abitazioni cosi come il torrente Giorgianeto e il torrente Cino. Anche il torrente Citria straripò.
Non ci si rende conto che il territorio del rossanese è un insieme di torrenti e fiumiciattoli che possono essere secchi per anni, decenni ma che prima o poi torneranno ad ingrossarsi per dare libero sfogo all’acqua.
La memoria storica di questi eventi che accadano quasi in modo cadenzato dovrebbe rimanere e non essere confinata al “va be ma proprio a me deve accadere”.
I cittadini dovrebbero ricordarsi di questi eventi e non andare a bussare alle istituzioni per chiedere condoni e aiuti. Cosi come le istituzioni devono proibire in modo secco la costruzione nelle fiumare.
Voi che siete i possessori di appartamenti, negozi, villette costruiti in barba a qualsiasi norma sareste disposti ad abbattere le vostre proprietà?
Oppure preferite attendere che la natura si riapprori di quei luoghi?
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