Franco Corbelli, storico leader del Movimento Diritti Civili, ha accettato la proposta del sindaco Occhiuto: dirigerà il campo rom provvisorio a Vaglio Lise e aiuterà in altri progetti a favore dei disagiati

La decisione è maturata al termine di un incontro tra lo stesso Corbelli e il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, che a lui è legato anche da vecchia amicizia. Occhiuto lo ha ringraziato pubblicamente per l’impegno al fianco dei più disagiati e gli ha chiesto una mano in questa situazione così delicata. Un assenso che è arrivato subito, a titolo assolutamente gratuito, e che dovrebbe riguardare anche l’apertura a palazzo Gervasi di una sede polifunzionale per l’integrazione e l’inclusione sociale degli immigrati extracomunitari regolari.
Il sindaco, riguardo alla vicenda del campo rom di Vaglio Lise, ha detto ancora una volta che la sua amministrazione vuole trovare in fretta una soluzione nel più breve tempo possibile per non lasciare questi cittadini stranieri ancora nelle tende:“Dopo l’urgenza della messa in sicurezza e dell’igiene pubblica ci stiamo prodigando per garantire il rispetto dei diritti umani di queste persone. Nostro compito è offrire soluzioni non precarie ma ideali per la qualità della vita di tutti i cittadini”.
Corbelli invece si è detto disponibile, accettando la proposta partita dal segretario provinciale del sindacato Autonomo di Polizia di Cosenza, Giovanni Palermo, a dirigere la tendopoli rom di Vaglio Lise: “Lo faccio con la speranza che da quel luogo di sofferenza possa partire un messaggio di vera solidarietà, di fratellanza e di rispetto dei diritti di tutti, soprattutto degli ultimi”. Secondo Corbelli la baraccopoli vicino al fiume Crati dove prima vivevano i rom era diventata insostenibile: “Solo per un miracolo in questi anni si sono evitate tragedie durante i diversi incendi che hanno distrutto alcune baracche del vecchio campo di Vaglio Lise”.
E nelle prossime settimane lui e il sindaco Occhiuto si rivedranno per concertare una collaborazione in favore delle migliori condizioni di vita degli immigrati oltre che delle fasce più povere della popolazione.
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