Brunella Guagliani, la donna ritrovata nei boschi della Sila dopo quattro giorni, è stata vista per prima da due operai di Calabria Verde che le hanno prestato la prima assistenza

Infatti come hanno fatto sapere direttamente loro, “sono stati proprio due operai forestali, Antonio Vulcano e Luigi Forciniti, che prestano servizio per l’azienda e facenti parte della squadra longobucchese capitanata dal capo operaio Pietro Carmine Stasi, ad accorgersi per primi della presenza della Guagliani, la quale giaceva in fondo ad un dirupo accanto ad un cespuglio in cerca di riparo per via della pioggia”.
Fin da sabato era stata creata una vera squadra di soccorso nella quale oltre agli uomini di Calabria Verde c’erano anche i volontari del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino Calabria, il Corpo Forestale dello Stato, i Carabinieri, i Vigili del Fuoco, il Reparto Sagf della Guardia di Finanza, le Unità Cinofile, la Protezione Civile Regionale e la Guardia Cinofila di Firenze. In tutto più di un centinaio di uomini e svariati mezzi che hanno ispezionato tutto il territorio nel quale si presumeva potesse trovarsi la donna.
Come hanno riferito i due operai di Calabria Verde, Brunella Guagliani era in stato confusionale, infreddolita a causa delle notti passate all’aperto, senza scarpe e non in grado di parlare se non per chiedere da bere. I soccorsi hanno funzionato alla perfezione e la testimonianza di come tempestività e la prontezza d’intervento da parte dell’azienda regionale siano una caratteristica essenziale, già evidenziata durante l’alluvione che ha colpito Rossano e Corigliano nello scorso mese di agosto.
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