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Bufera sul calcio calabrese: Maxi-retata, 50 finiscono in manette

Il calcio calabrese e meridionale nella bufera, dopo la maxi-retata di questa mattina, 19 maggio, che ha portato all’arresto di 50 persone accusate di aver truccato le partite di Serie B, Lega Pro e Serie D

La Squadra mobile di Catanzaro e la sezione operativa della Polizia di Stato di Roma, ha  operato questa mattina, su disposizione della Dda di Catanzaro, una maxi-retata con 50 fermi nei confronti di persone accusate di aver truccato le partite di calcio di Serie B, Lega Pro e Serie D. Le forze dell’ordine stanno operando in 10 regioni: Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Abruzzo, Campania, Puglia e Calabria.

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Maxi-retata, 50 in manette per partite lega Pro, serie B e D truccate

In manette sono finite oltre 15 calciatori, 6 presidenti di società sportive, 8 dirigenti sportivi, allenatori, direttori generali, 10 “finanziatori”. 50 Insospettabili, da nord a sud che decidevano chi dovesse vincere o perdere, durante le partite seguite da migliaia di tifosi che andavano allo stadio pensando di assistere ad un incontro onesto tra la la squadra del cuore e quella avversaria.

Milioni di euro guadagnati dunque, da allenatori, presidenti, calciatori e scommettitori, truccando le partite.

Questo emerge dall’inchiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro diretta dal Procuratore Antonino Lombardi e dagli uomini dello SCO – Servizio Centrale Operativo della Polizia – coordinati da Renato Cortese, che hanno individuato ed in parte arrestato, i protagonisti di questa vicenda.

I reati contestati vanno dalle frode in competizione sportiva alla truffa, a cui si aggiunge l’aggravante mafiosa, un inedito, nel mondo del calcio.

Il campionato dilettanti, secondo l’ipotesi del sostituto procuratore Elio Romano che ha condotto l’operazione “Dirty soccer”, sarebbe stato pilotato da una “cupola” che avrebbe deciso i risultati delle gare, al fine di far vincere la competizione al Neapolis  – società di Mugnano, in Campania – e di realizzare vincite con le scommesse sportive. Il tutto all’ombra della cosca Iannazzo di Lamezia Terme.

Le scommesse, per gli inquirenti, venivano effettuate dopo aver corrotto i calciatori e i dirigenti delle società, realizzando pertanto frodi sportive e truffe ai danni degli stessi club, dei tifosi e degli atleti, non coinvolti nella faccenda.

Nel mirino degli investigatori sono finite diverse partite dell’ultima stagione 2014-2015, alcune anche molto recenti. I “patti illeciti” coinvolgerebbero diverse squadre calabresi, tra cui il Catanzaro, il Crotone, la Vigor Lamezia, il Montalto e l’Hinterreggio.

L’aggravante mafiosa viene contestata perché gli indagati avrebbero agito allo scopo di agevolare la cosca Iannazzo, operativa nella frazione di Sambiase di Lamezia Terme.

A dirigere la rete sull’ambiente calcistico sarebbero stati  Fabio Di Lauro, Ercole Di Nicola, Mauro Ulizio e Massimiliano Carluccio, “i signori delle scommesse”, ritenuti i soggetti di un’organizzazione criminale operante non solo a livello nazionale ma anche internazionale.

Questi i nomi dei 50 fermati, nella maxi-retata:

Molino Francesco, Direttore Sportivo del Comprensorio Montalto Uffugo;
Palermo Antonio, Dirigente del Comprensorio Montalto Uffugo
Ciccarone Antonio, Direttore Sportivo del Neapolis;
Moxedano Mario, Presidente del Neapolis;
Modexano Raffaele,figlio di Mario e calciatore del Neapolis;
Marzocchi Emanuele, Calciatore della Puteolana;
Izzo Pasquale, Calciatore della Puteolana;
Flora Antonio, presidente del Brindisi;
Flora Gioria, vice Presidente del Brindisi;
Morisco Vito, Direttore Generale del Brindisi;
Daleno Savino, ex calciatore e consulente di mercato del Brindisi;
Astarita Salvatore, ex calciatore dell’AKragas;
Di Nicola Ercole, Direttore sportivo de L’Aquila;
Di Lauro Fabio, ex calciatore ed imprenditore;
Nucifora Vincenzo, ex direttore sportivo del Torres;
Brdanin ALeksandre, finanziatore dicombines;
Milosavljevic Uros, finanziatore dicombines;
Jovicic Milan, finanziatore dicombines;
Ciardi Daniele, magazziniere del Santarcangelo calcio;
Ridolfi Giacomo, calciatore Santarcangelo;
Traorè Mohamed Lamine, calciatore Santarcangelo;
Oben Francis, calciatore Santarcangelo;
Guidone Marco, calciatore Santarcangelo;
Malvisi Enrico, imprenditore scommettitore;
Ulizio Mauro,ex Direttore Generale del Monza calcio ed ex socio, occulto, e Direttore Generale “di fatto” del Pro Patria);
Carluccio Massimiliano, socio occulto e dirigente “di fatto” del Pro Patria;
Solazzo Marcello, uomo di fiducia di Carluccio Massimiliano;
Ulizio Andrea,figlio di Mauro, calciatore del San Marino ed ex del Pro Patria;
Timosenco Ala,  legata a  Fabio Di Lauro e intermediaria/traduttrice con i serbi;
Aruci Erikson ,collaboratore di Fabio Di Lauro e legato ad  Andrea Ulizio;
Gerolino Adolfo, ex calciatore del Pro Patria;
Melillo Vincenzo, calciatore del Pro Patria;
Tosi Marco, ex allenatore del Pro Patria;
Benini Stefano, uomo di fiducia di Carluccio;
Scarnà Alberto, Sovrintendente della Polizia di Stato, e uomo di fiducia di Fabio Di Lauro;
Pagnello Maurizio Antonio, detto Morris, ec calciatore, ex presidente del Trento 1921;
Dan Ioana Delia detta Bianca, interprete al servizio di Ulizio Mario;
Pietanza Raffaele, uomo di fiducia di Carluccio e Solazzo;
De Palma Diego, imprenditore, co-finanziatore dicombines e uomo di fiducia di Di Lauro;
Poggi Raffaele, co-finanziatore dicombines, uomo di fiducia di Enrico Malvisi;
Nerjaku Edmond, imprenditore, finanziatore di combines e scommettitore;
Califano Gianni, direttore Sportivo del Monza;
Califano Bruno, padre di Califano Gianni;
Cenni Massimo;
Corda Ninni, allenatore del Barletta Calcio;
Maglia Fabrizio, direttore sportivo del Vogor Lamezia;
Bellini Felice, ex direttore sportivo del Gudja United Malta e attuale dirigente responsabile marketing Vigor Lamezia;
La Ferla Sebastiano, uomo di fiducia di Bellini Felice;
Farrugia Robert, finanziatore dei combines;
Farrugia Adrian, finanziatore di combines.

 

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