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Le olive bianche tra i patrimoni inestimabili regionali e a rischio estinzione

La pianta di leucola, ovvero di olive bianche, rappresenta in Calabria motivo di vanto. Purtroppo però, come registrato anche lo scorso anno, a rischio estinzione

olive biancheLa Regione Calabria è reduce, grazie a sedici aziende, dal Sial (Salone Internazionale alimentare) di Parigi, dove i prodotti tipici regionali hanno goduto di uno spazio espositivo a portata delle maggiori aziende enogastronomiche mondiali. La regione infatti gode di un patrimonio inestimabile: i prodotti tipici legati alla cultura e alla tradizione locale. Tra questi figurano le olive banche, una specie rara destinata all’estinzione.

Si tratta di una pianta che, ai tempi della Magna Grecia, era diffusa su tutto il territorio regionale, in particolar modo nei pressi dei monasteri basiliani, denominata “leucola” (bianca oliva). La caratteristica fisica che rende questa pianta unica nel suo generare è che le drupe restano di colore bianco anche quando raggiungono la piena maturazione. L’olio ricavato da questo pregiato frutto è uno di colore chiarissimo, che in passato portava il nome di olio del Crisma, utilizzato per ungere i designati alle alte cariche imperiali bizantine.

Le funzioni, inoltre, erano molteplici, l’olio dell’oliva bianca veniva utilizzato per le funzioni religiose e per alimentare le lampade. L’impegno con la quale i monaci coltivavano la leucola era minuzioso e costante; costanza che oggi ha portata la rara pianta calabrese, patrimonio inestimabile, a un passo dall’estinzione.

Soltanto nel 2015 il professore Orlando Sculli, si rammaricava su internet di come “le piante madri, in tutto tre (almeno per quello che si conosce) a Bianco, a Ferruzzano, a Mammola in provincia di Reggio e a Saracena, in provincia di Cosenza, sono stati distrutti da incendi; fortunatamente, però, precedentemente, dei volenterosi avevano innestato nei propri campi i biotipi distrutti”.

Per alcuni, pochi eletti, la pianta è un bene da preservare sia per le rare proprietà sia in nome di una storia che ha notevolmente segnato la Regione.

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