E mi chiedo perché alle 4 del mattino io devo stare così.. D’altronde non sono poi il primo che alle 4 del mattino, l’angoscia e un po’ di vino, voglia di bestemmiare. E l’ho anche fatto in onestà, dalla A alle Z, due volte per giunta, di fila, con la speranza che servisse. Niente. Non ha fatto niente, anzi, mi sono sentito ancora più solo. E sono tornato a chiedermi “perché?”. Ho lasciato le bestemmie per cercare di ragionare. L’ho fatto con tutto me stesso, cercando di capire, approfondendo perché una paziente ricoverata in tempo di COVID non possa essere assistita. Perché io qui a bestemmiare e tornare indietro e lei sola, pronta tra mille problemi, a dare alla luce nostra figlia.
Non ha senso logico la cosa, una persona necessita di aiuto, tu vuoi darle tutto l’aiuto del mondo però non ti è permesso.
E perché? “Perché c’è il virus” mi dicono….Il virus? Ancora c’è? Quel virus? Quello che ora da nessuna parte in Italia (almeno per restare nel nostro perché per l’Europa c’è stato ancora meno) viene più ritenuto un problema. Quello che non c’è più nelle palestre, che infatti aprono, quello che non c’è dall’estetista, quello che non c’è nelle piscine, o nei bar o dentro i negozi. E si, non c’è. “Hanno aperto tutto quindi non può esserci, altrimenti avremmo continuato a tenere chiuso” penso io, “però in questi posti anche se ci fosse dobbiamo correre il rischio perché dobbiamo muovere l’economia”. Allora mi chiedo “ma queste persone, una volta contagiati da quel virus, che lì forse non c’è, però in realtà deve esserci considerato che in Ospedale non posso entrare, dove saranno curate”? Alle piscine? Alle palestre? Dagli estetisti? E quindi, fatemi capire, noi teniamo chiusi gli Ospedali ai parenti perché altrimenti può arrivare il virus, lì dentro, negli Ospedali, però poi teniamo tutto aperto, lì fuori. Quindi un medico, un infermiere, un vigilante, un addetto alle pulizie, un tecnico, insomma uno qualunque che lavora in Ospedale, sta lì dove i familiari dei malati non devono entrare, però poi finito il turno vanno in piscina, in palestra, dall’estetista, al bar.
Quindi da queste persone accettiamo l’idea di essere i potenziali portatori del virus. Quel virus che non premettiamo di entrare assolutamente con i parenti dei pazienti, che magari a differenza del diversificato personale Ospedaliero, sono stati ben attenti di andare in piscina, in palestra, nei bar, visto che altrimenti era un problema per il malato che proprio loro vogliono accudire e chiedono umilmente di aiutare.
Certo qualcuno obietta: “ma c’è bisogno del personale per portare avanti un ospedale!”, ma scusate non dovevamo preservare gli ospedali ed il malato? O il virus entra solo con i parenti? “Si, Ho capito! il virus si annida nei parenti”. Vai a vedere che siccome l’OMS ci ha detto di fare attenzione ai parenti solo tra parenti si può trasmettere, quindi se non permettiamo l’incontro con i parenti, fermiamo il contagio. “Dio che pensiero folle che ho fatto!”
No. Non ha una sequenza logica la cosa.
No, non è possibile che sia questo il motivo e non è possibile che non ci sia un motivo.
“Forse è semplicemente comodo ai medici” allora penso, “sai si trovano a non dover discutere con nessun parente del paziente, nessun incontro, nessun confronto, nessuna giustificazione”, “faccio un po’ quel che voglio nessuno mi dice niente” diranno. “E no! Dai!” mi dico, “non può esser così, può mai un medico non capire l’importanza di un parente per un paziente? Sia dal punto di vista psicologico sia dal punto di vista pratico. No può esser così! E’ illogico oltre che probabilmente perseguibile per legge”.
“Non sarà certamente così. Il motivo ci sarà e non potrà che essere scientifico; anzi sarà certamente scientifico! Sarà stato studiato, approfondito, affrontato, discusso. Devo solo studiarlo io”. E via, che intanto si è fatta l’alba, a documentarmi su tutte le linee guide che parlano del parto, di cosa si necessario ed utile, anche in tempo di COVID.
E non ce n’è uno, neanche in pieno virus, che dichiari: “Tenete fuori i parenti delle mamme siano essi parti naturali, indotti, che cesarei”. Non c’è uno e dico uno che mi dica “meglio non fare entrare parenti ad assistere le degenti”. Anzi l’esatto opposto, tutti a descrivere l’aiuto dato dalla persona vicino al paziente. E lo dice l’OMS, e lo dice l’ISS, e lo dice la scienza con tutti i loro articoli al riguardo. Lo scrivono ora, in tempo di COVID non 3 mesi fa quando eravamo ignari del virus e delle sue conseguenze.
Provo a vedere allora che fanno le altre regioni d’Italia e le altre regioni anche più colpite della mia e le altre aziende ospedaliere vittime dichiarate di quel virus, a differenza nostra, aprono. Certo con metodi e metodiche definite, ma aprono.
La mia Calabria no.
Niente.
Eppure abbiamo inventato ormai taskforce per la qualunque, sapranno individuare anche loro metodi e metodiche. No, niente, e non capisco, e mi chiedo: Perché?
Non c’è una motivazione né logica né scientifica.
E qui mi fermo, non so andare oltre. Vorrei risposte, ma a chi dovrei chiedere? E chi dovrebbe darmele?
Mi chiedo “Come si fanno scelte e non giustificarle alla popolazione”. Tutti pensano, soprattutto in questo periodo, che la democrazia si misura con lo stato delle carceri. “Potrebbe anche essere” penso io , “ma certamente si misura con lo stato degli Ospedali pubblici”.
Che scelta democratica può mai essere lasciare le persone in balia della loro sofferenza?
Che Stato è uno stato che non garantisce Assistenza?
Qualcuno potrebbe obiettare: “Ci sono gli infermieri”. Mi chiedo “quanti infermieri ci vogliono per assistere il numero di malati presenti”? E subito dopo mi viene un’altra domanda: Ma lo stato conosce la realtà degli ospedali?
Ma lo Stato dove sta?
Proprio ieri ho sentito il Premier dire “Il blocco non ha più senso per le regioni”.
Scusi Signor Premier con il dovuto rispetto: ma gli ospedali ha senso chiuderli per i parenti che vogliono dare assistenza ai malati? Ma sono sbagliato io? Ma le immagini delle spiagge italiane le ho viste solo io?
Certo forse qui sbaglio interlocutore, so bene che dovrei rivolgermi alle Regioni ed alle Aziende Ospedaliere, però penso che non possiamo fare due scelte così diametralmente opposte; ma infatti le regioni La ascoltano anche: Aprono. Tutto. Guai, però, ad aiutare i pazienti! Fate tutto, andate al mare, dall’estetista, al bar e dove più vi piace, ma guai ad aiutare le persone ricoverate! Ed inizio a pensare chi malati gravi da non poter assistere in ospedale..
Ho sonno, sono stanco e non ho dormito neanche stanotte, ma ho bisogno di pensare che un giorno avremo persone che capiscono di quel che decidono.
Lo devo fare perché rischio di non dormire più e poi anche io devo pur credere in qualcosa…Anzi lo dico convinto e non solo il solo: Cambierà.
La classe politica cambierà.
La situazione cambierà.
Lo so che cambierà.
La primavera tarda solo ad arrivare…
Ps: vi lascio per un po’ di Bibliografia, magari può aiutare., magari a ragionare…
1. Royal College of Obstetricians and Gynaecologists, The Royal College of Midwives UK, Royal College of Paediatrics and Child Health, Royal College of Anaesthetists & Obstetric Anaesthetists’ Association. Coronavirus (COVID-19 ) Infection in Pregnancy Information for healthcare professionals. Version 8: Published Friday 17 April 2020.
2. WHO infographics. Pregnancy, Childbirth, breastfeeding and COVID-19. (April 2020)
3. https://www.epicentro.iss.it/…
4. WHO recommendations: intrapartum care for a positive childbirth experience. Geneva: World Health Organization; 2018. Licence: CC BY-NC-SA 3.0 IGO.
5. Public Health Agency Canada. Coronavirus disease (COVID-19) pregnancy, childbirth and caring for newborns: advice for mothers. 27 aprile 2020
6. CDC. Considerations for Inpatient Obstetric Healthcare Settings. 6 aprile 2020.
7. CNGOF – Collège National des Gynécologues et Obstétriciens Français. Position du CNGOF sur la présence d’un accompagnant en maternité dans le contexte de covid-19. 27 avril 2020.
8. Ministero della Salute. News e Media. Il Covid-19 non lascia i papà fuori dalla sala parto. 16 aprile 2020.
9. SIGO, AOGOI, AGUI, FNOPO, SIN. Gravidanza e parto in epoca COVID-19: consigli pratici. 24 aprile 2020.
10. G. Tamburlini. Interventi precoci per lo sviluppo del bambino: razionale, evidenze, buone pratiche. Medico e Bambino 2014;33(4):232-239
11. World Health Organization, United Nations Children’s Fund, World Bank Group. Nurturing care for early childhood development: a framework for helping children survive and thrive to transform health and human potential. Geneva: World Health Organization; 2018. Licence: CC BY-NC-SA 3.0 IGO.
lettera firmata
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