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Paola, MODAVI presenta il fondo in favore dei figli di suicidi

Iniziativa del MODAVI , associazione di volontariato che viene incontro in maniera concreta a chi abbia perso un genitore stritolato da debiti e tasse

Una borsa di studio per i figli di genitori che, oppressi dalla crisi economica, abbiano deciso un gesto estremo come il suicidio. È l’idea che parte dal MODAVI ONLUS, Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano attivo dal 2004, presentata nella sede delle Acli di Paola nel corso di un incontro organizzato dall’associazione politico-culturale ‘Paola che vorrei’.
MODAVI
Il MODAVI mette al centro la persona ma anche la solidarietà e in questo senso vanno lette le borse di studio che saranno finanziate dal ricavato dalla vendita del libro ‘Inno alla vita – suicidi di Stato’, scritto da Lorenzo Facchinetti e Girolamo Melis.

Il progetto è stato illustrato da Maria Teresa Bellucci, presidente del ‘MODAVI’, Massimo Canu (che fa parte del Comitato scientifico del libro) e i parlamentari Francesco Molinari e Sebastiano Barbanti che sono anche fondatori dell’associazione politico-culturale ‘Calabria Terra Libera’ e hanno contribuito alla causa grazie anche ad una raccolta di 20.000 euro tra i loro colleghi del Parlamento oltre a destinare parte della loro diaria alla causa. A fare gli onori di casa Francesco Sarpa, presidente di ‘Paola che vorrei’.

Come ha sottolineato Maria Teresa Bellucci lo scopo dell’Associazione è dare una risposta concreta, spendersi ogni giorno per gli altri, consentire ad un bambino di ricevere le cure di cui necessita, insomma rompere l’isolamento uscendo dalle proprie case. E Massimo Canu ha spiegato che tra le spiegazioni che spesso si danno ai sucidi si dimentica spesso che la mancanza o la sparizione del lavoro rappresenta spesso il motivo scatenante, perché il lavoro è l’unico strumento in grado di dare dignità alla persona.

Intensa anche la testimonianza del senatore Francesco Molinari. “Il suicidio rappresenta la disperazione di chi ha perso all’interno della comunità il senso di appartenenza, di chi è stato lasciato solo dalla comunità. In Parlamento ci stiamo dando da fare e un esempio sono i provvedimenti per l’impignorabilità della prima casa per debiti erariali, la rateizzazione dei debiti di Equitalia e la legge che promuove l’esdebitamento, consentendo ai cittadini di liberarsi dai debiti quando si riesca a mostrare la natura incolpevole dell’impossibilità di prestare fede agli impegni assunti col fisco”.

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