Partiranno lunedì le analisi per constatare lo stato di inquinamento di fiumi e laghi dell’ex Legnochimica di Rende

Non sono solo le condizioni delle falde acquifere però a preoccupare ma l’intera zona che, in ben nove anni, non è mai stata messa in sicurezza o bonificata. Numerosi, infatti, i casi di incendio che hanno interessato l’area e altrettanti i solleciti da parte di Legambiente Calabria, la cui forte intenzione di bonificare una volta per tutte non cessa.
Il 5 aprile scorso, inoltre, si è posto l’accento sulle condizioni in cui versa l’area e durante la conferenza “Ambiente e territorio: tutela e strumenti di prevenzione” Forza Italia Cosenza ha mostrato un disegno politico che ponesse al centro della questione ambientale l’emergenza Legnochimica.
La Procura di Cosenza ha affidato al professor Giovanni Sindona, del dipartimento di Chimica, il compito di accertare lo stato di inquinamento delle acque. L’ex Legnochimica, la cui epopea continua a sviscerarsi negli anni, è stata posta sotto sequestro nei mesi scorsi dal Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia ambientale e stradale. Il sequestro è arrivato in seguito alla presenza di metalli pesanti che hanno fortemente inquinato la falda acquifera.
Da lunedì, dunque, un’iniziativa concreta potrà sigillare il primo passo per constatare i danni e valutare eventuali provvedimenti.
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