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UNICAL: al via BLUEMED, progetto mirato alla valorizzazione del patrimonio subacqueo

All’Unical, parte il progetto BLUEMED, finalizzato alla conservazione, alla tutela e alla valorizzazione dei siti archeologici subacquei sia naturalistici che culturali, per la costruzione di un turismo sostenibile nelle aree costiere ed insulari del Mediterraneo

L’Università della Calabria, in prima linea nell’ambito della valorizzazione e della tutela del patrimonio archeologico subacqueo: al via il progetto BLUEMED, promosso dalla Comunità  Europea e sostenuto da altri 9 autorevoli partner. Al centro del progetto – realizzato nell’ambito del programma di cooperazione transnazionale INTERREG MED Programme 2014-2020 – la volontà di costruire e supportare lo sviluppo di un turismo sostenibile e responsabile che interessi le aree costiere ed insulari del Mediterraneo.

Nobile obiettivo quello del BLUEMED, da perseguire anzitutto, attraverso la conservazione, la tutela e la valorizzazione dei siti archeologici subacquei, sia naturalistici che culturali. La realizzazione e lo sviluppo di strategie, tecnologie, piani d’azione e politiche economiche mirate alla promozione turistica, questi i principali strumenti per la realizzazione del duplice obiettivo che il progetto si propone: da un lato, la valorizzazione dei centri minori e, dall’altro, la riduzione della stagionalità dei flussi turistici.

Un mondo, quello che giace sui fondali, tutto da scoprire, attraverso l’istituzione e la costruzione di musei sommersi, diving park e centri visita a terra per la promozione di una forma di turismo alternativa, nonchè la progettazione di itinerari naturalistici e culturali subacquei, arricchiti da ricostruzioni 3D, strumenti virtuali, esposizioni museali e percorsi di conoscenza.

Il progetto BLUEMED ha avuto inizio il primo novembre del 2016 e durerà tre anni. Nel corso del primo anno si stanno sviluppando le metodologie, le tecnologie e le linee guida, nel secondo e nel terzo anno si svolgeranno le attività di dimostrazione finalizzate alla validazione e alla promozione dei risultati. Nell’ultimo anno di progetto la campagna di sperimentazione riguarderà 4 siti pilota (l’Area Marina Protetta “Capo Rizzuto”; Il Parco Archeologico Sommerso di Baia vicino Napoli; le isole Sporadi in Grecia e il sito sommerso di Cavtat in Croazia) in cui verranno testate le metodologie e gli strumenti innovativi che i partner del progetto realizzeranno.

L’importante progetto – coordinato dalla Regione della Tessaglia (Grecia) – vede il coinvolgimento di un ampio e qualificato partenariato che comprende: l’Università della Calabria, l’Università di Cipro, l’Università di Patrasso, l’Università di Zagabria, l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Ministero della Cultura e dello Sport della Grecia attraverso l’Ephorate of Underwater Antiquities, la società greca Atlantis Consulting, la Fundación Universidad Empresa de la Región de Murcia (Spagna) e l’Agenzia di Sviluppo Regionale di Dubrovnik (Croazia).

L’UNICAL partecipa al progetto attraverso il DIMEG (Dipartimento di Ingegneria Meccanica Energetica e Gestionale) ma nel gruppo di lavoro, coordinato dal Prof. Fabio Bruno, sono coinvolti anche docenti e ricercatori del DIBEST (Dipartimento di Biologia Ecologia e Scienze della Terra) e del DIMES (Dipartimento di Informatica Modellistica Elettronica e Sistemistica).

 

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