Allo studente gli è scaduto il contratto per il posto letto al centro residenziale e da tre giorni dorme all’addiaccio

Quella di domenica è stata la sua terza notte sotto al “ponte”. Vladislav Kutskaylis, studente russo dell’Unical, sta dormendo su una panchina proprio vicino al Centro Residenziale che non gli ha rinnovato il contratto per un alloggio.
Vladislav è uno studente di informatica e segue regolarmente le lezioni del Dipartimento di Matematica. Come per tanti altri studenti anche al giovane gli è scaduto il contratto per l’alloggio e sembra che la situazione sia molto lontana dalla soluzione. C’è infatti una lunga lista d’attesa prima da rispettare ed è difficile stimare un tempo. Certo è che se gli studenti italiani durante l’attesa possono chiedere ospitalità ad amici e parenti, per lo studente russo la situazione è più complicata.
La scorsa settimana, nella notte tra martedì e mercoledì, Vladislav è stato costretto ad abbandonare il suo alloggio perché era stato assegnato ad altri ragazzi. Immediatamente lo studente si è recato al Centro Residenziale per spiegare la sua situazione ma gli operatori gli hanno risposto che doveva attendere e che avrebbe dovuto organizzarsi da solo per il tempo dell’attesa. Un amico si è immediatamente messo a disposizione per offrirgli ospitalità nel campus e così è riuscito a passare la prima notte in un posto caldo.
L’indomani il custode dell’alloggio vedendo ancora il ragazzo in giro, gli ha intimato di andarsene poiché non aveva diritto di dormire nel Centro Residenziale. “Mi hanno cacciato anche da lì perché hanno detto che si tratta di una cosa non legale“. Queste le parole che ha usato il ragazzo e che sono state riportate dalla Gazzetta del Sud di lunedì in un articolo a firma di Matteo Dalena. Così da tre giorni Vladislav dorme su una panchina proprio di fronte a quel Centro Residenziale che dovrebbe essere vicino agli studenti dando ospitalità e non creando un disagio così grande ad un ragazzo che è qui per studiare.
Molti che lo incontrano lo incitano nella sua battaglia e gli offrono beni di conforto, ma Vladislav risponde che il gesto non è segno di una battaglia ma semplicemente l’unica soluzione per poter dormire, alloggiare e prendere regolarmente parte alle lezioni. Sembra assurdo che la burocrazia universitaria cosentina sia così ferrea da non consentire di trovare in tempi rapidi una soluzione. La storia dello studente russo è solo quella che ha fatto più scalpore, ma tanti altri studenti attendono con disagi lo scorrimento delle graduatorie per essere convocati ed avere un finalmente un alloggio.
Tra questi c’è anche Ahmed, uno studente egiziano la cui storia è ancora più drammatica perché non ha alcuna borsa di studio e oltre al non avere un alloggio ha il permesso di soggiorno in scadenza. La vicenda di Ahmed nasce per 9 nove crediti mancanti, che gli hanno fatto decadere la borsa di studio e che non gli permettono al momento di rinnovare il permesso di soggiorno.
Lo studente assicura che ha sostenuto l’esame che gli avrebbe consentito di avere quei crediti mancanti, ma che ancora una volta la burocrazia lenta non gli ha consentito di verbalizzare l’esame nei tempi richiesti dal Centro Residenziale. Attualmente vive ancora nel vecchio alloggio come “abusivo”, ma a brave anche lui rischia di diventare uno studente senza dimora.
Un paradosso per l’Unical che si vanta di essere un’università multietnica e proprio per questo dovrebbe essere più attenta e scrupolosa nel comprendere determinate situazioni piuttosto che applicare rigide regole. E soprattutto distrarre giovani studenti con questioni amministrative di cui poco gli interessa…
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