Vladislav Kutskaylis si trova ancora senza un tetto e sta dormendo sotto il “ponte” dell’Unical con il rischio di essere mandato via dalle guardie giurate

Per tre anni consecutivi e senza alcun problema, il ragazzo ha visto rinnovato il contratto ma quest’anno le cose sono cambiate. Dal centro residenziale gli avrebbero chiesto di attendere che venisse stilata la graduatoria e l’attesa potrebbe durare sino al 31 ottobre. La sua è divenuta una battaglia di principio che va al di là dell’aspetto burocratico. “A luglio – dice il giovane studente russo – al centro residenziale mi hanno concesso di alloggiare sino a fine agosto in una stanza degli del centro. Il 1 settembre, il custode del centro mi ha di fatto cacciato, perché quella stanza doveva essere assegnata a un altra persona. Lo stesso giorno andai a compilare la richiesta di alloggio ma non hanno saputo dirmi nulla poiché non erano ancora pronte le liste degli studenti aventi diritto dicendomi, inoltre, che questa lista sarebbe stata disponibile entro il 31 ottobre“.
E’ proprio la mancata definizione dei giorni di attesa che Vladislav Kutskaylis contesta “Non sapere per quanto tempo ancora dovrò aspettare per avere notizie sulla disponibilità o meno dell’alloggio, sta condizionando le mie ricerche abitative anche se temporanee”.
Vladislav sostiene infatti che se si dovesse trattare di qualche giorno, potrebbe anche andare a vivere in un hotel viceversa se i giorni dovessero essere tanti, non potrebbe permetterselo.
Vladislav Kutskaylis ha 25 anni, è originario di Mosca e lì abitano i suoi genitori. “Mia mamma – ha detto il giovane russo – mi ha raccomandato solo una cosa, ovvero di non dormire all’aperto, al freddo”. Una raccomandazione comprensibile quella della madre che, anche attraverso i social network, sta seguendo la vicenda di suo figlio in Calabria.

I social network come si sa, sono anche il termometro della realtà ma in questo caso nelle parole di Vladislav si legge un pò di amarezza perché quanto accade sui social non si verifica realmente “Su Facebook in particolare, sto ricevendo tanti messaggi di solidarietà e sostegno ma in questa battaglia inizio a sentirmi solo, molti giovani qui all’Unical vivono la mia stessa condizione ma forse hanno paura di esporsi“.
Vladislav, appare stanco ma anche determinato e ci confida “Qui non ho amici al di fuori dell’Unical e tutti abitano negli alloggi universitari. Pur volendo dormire da loro, diventerei un abusivo difatti, sono stato ospitato per qualche giorno da un amico ma il custude una volta notata la mia presenza mi ha cacciato“.
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